Episodio di procurato allarme a Leno: una “bravata” diventa una questione legale

Alcuni studenti hanno attivato senza alcun motivo l'allarme antincendio, interrompendo le attività scolastiche di migliaia di ragazzi

Un gesto apparentemente banale, dettato dalla noia, dal desiderio di attirare l’attenzione, o forse semplicemente per evitare una lezione noiosa o un’interrogazione, ha avuto serie conseguenze presso l’istituto superiore Capirola di Leno, nella Bassa Bresciana. Alcuni studenti hanno attivato senza alcun motivo l’allarme antincendio, interrompendo le attività scolastiche di migliaia di ragazzi.

Il dirigente scolastico Gianmarco Martelloni non ha preso alla leggera l’episodio, rifiutando di classificarlo come una semplice “ragazzata”. Al contrario, ha deciso di denunciare gli studenti coinvolti. In una lettera inviata a tutti gli insegnanti, il cui testo è stato riportato dal Giornale di Brescia, Martelloni ha espresso la sua ferma posizione: «Non sono disposto a tollerare che una comunità operosa di centinaia, migliaia di persone sia ostaggio di uno o due irresponsabili. Una vergognosa bravata che integra due reati. Evidentemente l’autore della prodezza ignora il Codice penale: nello specifico l’articolo 658, che parla di procurato allarme, e l’articolo 340, che parla di interruzione di servizio pubblico».

La denuncia è stata formalmente presentata alle autorità competenti. Questo episodio è il secondo del genere che si verifica al Capirola, e proprio questa recidiva ha spinto il dirigente a prendere provvedimenti legali. Si spera che questa azione serva da deterrente e faccia riflettere i ragazzi sulle conseguenze delle loro azioni in futuro.

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