La povertà in Italia continua a crescere, colpendo duramente anche la provincia di Brescia. I sussidi al reddito, già insufficienti, sono ulteriormente peggiorati con la sostituzione del Reddito di cittadinanza (Rdc) con l’Assegno di inclusione (Adi) a fine 2023. Questa nuova misura presenta requisiti molto più restrittivi, destinati solo ai nuclei familiari con almeno un minore, una persona disabile, un over 60 o individui in condizioni di svantaggio. Nonostante siano passati oltre sei mesi, le procedure non sono ancora operative. L’Inps, nel suo recente report dell’Osservatorio statistico, evidenzia un fallimento che colpisce i più vulnerabili.
Il primo report dell’Osservatorio statistico dell’Inps, pubblicato recentemente, fornisce un quadro chiaro della situazione: nei primi sei mesi del 2024, le famiglie che hanno ricevuto l’Adi sono state 697.640, coinvolgendo 1.681.380 individui. In Lombardia, i beneficiari sono stati 37.341, di cui 3.966 nel Bresciano. Comparando questi dati con quelli del Rdc, la differenza è drammatica: a Brescia, nel maggio 2022, i nuclei beneficiari erano 7.400, mentre nel 2023 il numero era già sceso a 3.966. Questo calo significativo non implica che le persone abbiano trovato lavoro, ma piuttosto che molte famiglie sono rimaste senza sostegno.
Il Comitato Scientifico ha sollecitato il Governo ad adeguare la soglia del reddito Isee, per permettere a più persone di accedere alle misure di sostegno, considerando l’alto tasso di inflazione degli ultimi anni. Claudia Gavazzi, direttrice del Patronato Inca-Cgil di Brescia, critica aspramente l’Adi definendolo “una misura peggiorativa e un accanimento contro chi è in condizione di povertà”. Gavazzi sottolinea che i requisiti restrittivi e le pratiche burocratiche rendono estremamente difficile ottenere questo sostegno.
Le associazioni e i patronati, come il Patronato Acli provinciali, osservano un alto tasso di respingimento delle domande e una diminuzione dei richiedenti. Fabio Raggi, direttore del Patronato Acli, conferma che molte persone, non rientrando nei parametri dell’Adi, non tentano nemmeno di presentare la domanda. Organizzazioni come la Caritas e gli “Amici di Bottonaga” segnalano un aumento significativo delle richieste di aiuto. Maurizio Zanini degli “Amici di Bottonaga” riferisce che la distribuzione delle tessere sorriso è passata da 333 nel primo semestre del 2023 a 539 nello stesso periodo del 2024, un incremento che però non deriva dagli aiuti governativi.