Depuratore del Garda: la Lombardia chiede revisione del progetto e visione unitaria

La Regione Lombardia sollecita una revisione del progetto degli impianti di depurazione per i paesi sul Garda, proponendo un unico depuratore per rispondere meglio alle esigenze territoriali.

La Regione Lombardia ha richiesto un aggiornamento dell’accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente per il sistema di depurazione delle acque reflue dei Comuni affacciati sul Lago di Garda, con particolare attenzione agli impianti previsti a Gavardo e Montichiari. Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giorgio Bontempi, la realizzazione di un unico depuratore in territorio lombardo sarebbe la soluzione migliore per garantire una gestione efficiente del collettamento e ridurre i costi. Tale richiesta è stata avanzata durante una seduta della Commissione Ambiente regionale, dove si è discusso la mozione presentata da Paola Pollini del Movimento 5 Stelle.

Revisione dell’accordo del 2017

L’accordo originale, sottoscritto nel 2017 da Regioni Lombardia e Veneto, dal Ministero dell’Ambiente e dai gestori del ciclo idrico di Brescia e Verona, è ritenuto da Bontempi non più attuale e necessita di un aggiornamento. Le mozioni bipartisan recentemente approvate dal Consiglio provinciale supportano la necessità di rivedere la localizzazione del depuratore, cercando di trovare una soluzione che risponda meglio alle esigenze dei territori coinvolti, con un occhio di riguardo alla sostenibilità economica.

Bontempi ha inoltre evidenziato la fragilità del fiume Chiese e l’impatto energetico elevato del progetto attuale, proponendo di organizzare audizioni tecniche con esperti e istituzioni per garantire una decisione condivisa e consapevole.

Critiche e insoddisfazione del Movimento 5 Stelle

Nonostante il sostegno parziale da parte della maggioranza, Paola Pollini ha espresso insoddisfazione per la mancanza di decisioni concrete. Pur riconoscendo il valore del coinvolgimento dei territori, Pollini critica il continuo rinvio e l’avvio di nuovi percorsi di approfondimento, considerando che molti aspetti tecnici del progetto sono già noti. Secondo il Movimento 5 Stelle, il progetto attuale risulta limitato poiché non sono state prese in considerazione alternative valide. Pollini insiste sulla necessità di mettere concretamente in discussione l’intera impostazione prima dell’avvio della fase esecutiva, prevista per il mese prossimo.

Il contributo del Presidio 9 Agosto

Anche il Presidio 9 Agosto, un comitato ambientalista attivo sul tema, ha partecipato alla discussione in aula e ha dichiarato di voler essere nuovamente ascoltato per fornire il proprio contributo tecnico. Il comitato accoglie positivamente l’approfondimento della questione, auspicando che porti a una gestione più sostenibile del sistema di depurazione del Garda, evitando impatti significativi su territori estranei al progetto.

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