Aggressione al pronto soccorso di Montichiari: danneggia la struttura e ferisce medici e carabinieri

Un 25enne in stato di alterazione psicofisica ha seminato il panico nel Centro psicosociale dell'ospedale: arrestato dopo una doppia aggressione

Momenti di panico si sono verificati all’ospedale di Montichiari nella tarda mattinata di mercoledì, quando un ragazzo di 25 anni, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha scatenato il caos all’interno del Centro psicosociale. Il giovane, italiano e nato nel 2000, ha aggredito il personale sanitario, danneggiato le strutture del triage e opposto resistenza all’intervento delle forze dell’ordine.

L’intervento dei carabinieri della compagnia di Desenzano è stato immediato, ma non semplice. I militari sono riusciti a immobilizzare il ragazzo solo dopo diversi minuti di tensione, durante i quali sono stati danneggiati sedie e vetrate. Il personale sanitario coinvolto ha riportato lesioni lievi, medicate direttamente sul posto.

Il caos è proseguito anche in caserma, dove il 25enne, dopo essere stato arrestato e condotto a Desenzano, ha aggredito nuovamente i militari presenti, provocando ferite non gravi. Di fronte a un nuovo episodio di violenza, è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118 per sedarlo. Il ragazzo è stato quindi trasferito presso l’ospedale di Desenzano, dove ha trascorso la notte piantonato dai carabinieri, in attesa del rito direttissimo fissato per il giorno successivo.

L’episodio ha portato all’applicazione di nuove aggravanti previste dal Codice penale, recentemente aggiornato per contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. La Procura della Repubblica di Brescia ha contestato al giovane reati come danneggiamento, resistenza, lesioni, minacce e violenza a pubblico ufficiale, oltre alla nuova ipotesi di reato introdotta dalla riforma del Codice penale, che punisce chi distrugge o deteriora arredi o immobili destinati al servizio sanitario o sociosanitario.

Le modifiche normative prevedono sanzioni più severe per chi commette atti di violenza o intimidazione contro medici, infermieri e operatori sanitari. La stretta legislativa vuole essere una risposta concreta all’aumento degli episodi di violenza negli ospedali e nei presidi sanitari, che negli ultimi anni si sono moltiplicati in modo preoccupante su tutto il territorio nazionale.

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