Sirmione (Lago di Garda) – Crescono in numero e soprattutto in dimensioni i pesci siluro che popolano le acque del basso lago di Garda. Una presenza che fino a pochi anni fa era considerata eccezionale e isolata, oggi è diventata preoccupante consuetudine, come raccontano numerosi pescatori subacquei che ogni fine settimana si immergono tra Sirmione e Punta Grò. Il fenomeno ha raggiunto un nuovo picco lo scorso weekend, quando è stato avvistato un esemplare stimato lungo circa 3 metri, potenzialmente il più grande mai visto in Italia.
A lanciare l’allarme è stato Daniele Bertoloni, apneista esperto, che ha raccontato di aver intercettato il colossale pesce grazie a un ecoscandaglio: “La sagoma copriva tre quarti del monitor. In immersione mi sono trovato davanti un animale che era quasi il doppio di me”, ha dichiarato. L’uomo ha scelto di non fiocinarlo, ritenendo inutile e rischioso affrontare una creatura così massiccia.
Non si tratta di un caso isolato. Lo stesso fine settimana, tre subacquei bresciani – Marco Brognoli (54 anni), Armano Abrami (72) e Tarik Nadir (40) – hanno pescato diversi esemplari di siluro, alcuni dei quali superavano i due metri e gli 80 chili di peso. “Uno era davvero enorme, ci abbiamo messo un’ora a portarlo in superficie con due aste piegate e una rotta”, ha raccontato Brognoli, infermiere di sala operatoria e appassionato di pesca in apnea.
Le zone di avvistamento sono sempre le stesse, nei pressi della penisola di Sirmione, in acque basse tra gli erbai, a profondità comprese tra i 5 e i 6 metri. I siluri si nutrono in questo periodo di gamberi, uova di pesce persico e altri piccoli pesci in riproduzione, danneggiando così l’ecosistema del lago. Una presenza che mette a rischio la biodiversità locale, alterando gli equilibri alimentari e impattando sulle specie autoctone.
“Solo cinque anni fa sembrava impossibile vedere un siluro nel Garda”, ha spiegato Abrami. “All’epoca erano segnalazioni sporadiche, oggi sono diventati parte della normalità. La loro presenza è in costante aumento”. Secondo i subacquei, il cambiamento climatico e le condizioni ambientali del lago contribuiscono alla proliferazione di questi pesci predatori. Le acque del Garda, infatti, mantengono temperature miti anche in inverno, permettendo ai siluri di continuare ad alimentarsi e crescere, nutrendosi di sardine e coregoni anche fuori stagione.
La diffusione del pesce siluro rappresenta un problema concreto per il Garda, sia dal punto di vista ecologico che turistico. La loro pesca non è semplice, e la loro mole rende difficile anche il recupero. Esemplari da 80 kg o più, una volta catturati, necessitano di tecniche e strumenti avanzati, oltre che di notevoli sforzi fisici.
Gli esperti chiedono un monitoraggio più serrato da parte delle autorità ambientali e l’avvio di piani di contenimento, per evitare che questa specie invasiva continui a espandersi nel più grande lago italiano, mettendo a rischio flora e fauna autoctone.