Sindacati, amministratori e realtà territoriali si stanno mobilitando per il futuro del Cotonificio Olcese Ferrari. In prima linea ci sono Filctem Cgil, Femca Cisl, le Rsu aziendali, l’Amministrazione comunale di Piancogno, la Comunità montana e il consorzio Bim, che hanno avviato una serie di interlocuzioni con la proprietà, Assocamuna e Confindustria. L’obiettivo è trovare un percorso condiviso per tutelare l’occupazione e garantire continuità produttiva.
Un momento chiave sarà l’incontro pubblico previsto per stasera, venerdì 13 giugno, alle ore 20 presso il teatro dell’oratorio di Piamborno. L’appuntamento è rivolto alla cittadinanza e servirà a fornire aggiornamenti concreti sulla situazione aziendale.
Le difficoltà che affliggono il Cotonificio Olcese Ferrari sono lo specchio della crisi più ampia che interessa tutto il settore tessile italiano. Il calo costante del fatturato, accompagnato da gravi problemi economici e finanziari, ha messo in ginocchio l’azienda. Le sigle sindacali segnalano una progressiva riduzione della liquidità e rapporti sempre più tesi con gli istituti bancari, impedendo così ogni margine di manovra per nuovi investimenti.
Questa situazione ha messo in discussione il futuro stesso dei due siti produttivi, localizzati a Piancogno e Adro, nel Bresciano, tra gli ultimi presidi industriali di questo tipo nel nostro Paese.
Il nodo centrale resta la tenuta occupazionale, in particolare nello stabilimento camuno di Piancogno, dove lavorano circa 60 dipendenti, in prevalenza donne. Qui, l’attesa per un piano industriale credibile è più che mai urgente.
Il sindaco di Piancogno, Alberto Farisè, ha ribadito l’importanza del ruolo del nuovo amministratore unico, da cui ci si aspetta l’elaborazione di una strategia chiara per il rilancio e la definitiva approvazione del bilancio aziendale. Anche i rappresentanti sindacali insistono sull’urgenza di dare certezze a lavoratori e famiglie.