La salute delle acque dei laghi lombardi continua a destare forte preoccupazione. A dirlo è il report 2025 di Goletta dei Laghi, storica campagna di Legambiente che ha esaminato lo stato di cinque dei più importanti bacini della regione: Garda, Iseo, Como, Maggiore e Ceresio. Nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2024, la situazione risulta decisamente peggiore rispetto al 2023, quando i dati apparivano più confortanti anche per effetto della siccità, che aveva limitato l’apporto di agenti inquinanti dai corsi d’acqua affluenti.
Un bilancio preoccupante: quasi la metà dei punti “fuorilegge”
Sui 32 punti monitorati tra il 10 e il 19 giugno, ben 15 sono risultati “fortemente inquinati”, 2 “inquinati” e solo 15 entro i limiti di legge. Una situazione che riflette problematiche strutturali e croniche, spesso legate a scarichi non depurati, sistemi fognari inadeguati o inefficienze negli impianti di trattamento.
Il monitoraggio ha riguardato in particolare la presenza di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, due parametri microbiologici che indicano inquinamento di origine fecale. Legambiente precisa che il proprio lavoro non sostituisce i controlli ufficiali, ma li integra con un approccio civico e territoriale, segnalando potenziali criticità spesso ignorate o sottovalutate.
Il lago di Garda: criticità stabili, nessuna vera inversione
Particolarmente grave è la situazione sul lago di Garda, in provincia di Brescia, dove quattro punti su sei sono stati classificati come “fortemente inquinati”, esattamente come nel 2024. A risultare fuori norma sono:
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la foce del canale in località Le Rive (Salò)
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la foce del torrente vicino al porto (Padenghe sul Garda)
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la foce del rio Lefà (Toscolano Maderno)
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la foce del rio nell’Oasi di San Francesco del Garda (Desenzano)
Solo la foce del torrente a Santa Maria di Lugana (Sirmione) e quella del torrente Toscolano (Toscolano Maderno) rientrano nei limiti previsti dalla normativa.
Lago d’Iseo: nessun miglioramento sulla sponda bresciana
Situazione invariata anche sul Sebino, dove la foce del torrente Calchere (Sulzano) e lo sfioratore in località Darsena (Pisogne) continuano a essere fortemente inquinati. Anche qui, le cause principali sarebbero da attribuire a scarichi non trattati e a inefficienze nel sistema di depurazione urbano.
Goletta dei Laghi: criticità sistemiche, non episodi isolati
“Le concentrazioni elevate di batteri fecali non sono frutto di eventi occasionali, ma rivelano carenze strutturali gravi”, ha dichiarato Emilio Bianco, portavoce della campagna. A confermare questo quadro ci sono le ricorrenze annuali delle stesse criticità, spesso ignorate da parte delle amministrazioni locali, che non hanno messo in atto misure efficaci per ridurre l’impatto dei principali punti di scarico.
I prelievi di Legambiente si concentrano su foci, sfioratori e piccoli canali, selezionati in base al rischio di contaminazione e alle segnalazioni dei cittadini.
La richiesta: investimenti immediati nella depurazione
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha lanciato un appello per interventi strutturati e coordinati tra i vari enti pubblici: “È urgente investire nel ciclo integrato delle acque e nei sistemi di depurazione. I nostri laghi non sono solo bellezza paesaggistica, ma anche risorsa economica, ambientale e strumento di mitigazione della crisi climatica”.
“Non possiamo continuare a sottovalutare il danno ambientale e sanitario derivante da acque inquinate,” ha aggiunto Meggetto. “Serve una governance regionale più forte e politiche lungimiranti, capaci di rispondere con azioni concrete”.