Condannato a 11 anni e 4 mesi il 37enne accusato di abusi su minori e violenze sulla moglie

Processo con rito abbreviato per l’uomo di Palazzolo: riconosciuti i reati di prostituzione minorile, violenza sessuale, stalking e detenzione di materiale pedopornografico

Tribunale di Brescia

È stato condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione il 37enne residente a Palazzolo, arrestato dai carabinieri della compagnia di Chiari e accusato di una lunga serie di reati, tra cui violenza sessuale e atti persecutori nei confronti della moglie, prostituzione minorile, produzione e detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale ai danni di dodici minorenni.

Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, consentendo uno sconto di pena in caso di condanna. La pubblica accusa aveva chiesto 10 anni, ma il giudice ha inflitto una pena superiore, accogliendo in gran parte la ricostruzione dell’accusa e respingendo le richieste di assoluzione avanzate dalla difesa, che aveva chiesto l’assoluzione da quasi tutti i capi d’imputazione, ad eccezione di quelli relativi alla prostituzione minorile.

L’uomo si trova ai domiciliari dal momento dell’arresto, avvenuto mesi fa nell’ambito di una complessa indagine coordinata dai militari di Chiari. Le accuse nei suoi confronti si fondano su una lunga attività investigativa, che ha fatto emergere un quadro allarmante di comportamenti predatori a danno di ragazze minorenni residenti tra le province di Brescia e Bergamo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe adescato le presunte vittime in luoghi frequentati da adolescenti, per poi contattarle tramite falsi profili sui social network e proseguire il dialogo su WhatsApp, con l’obiettivo di ottenere prestazioni di natura sessuale in cambio di denaro o regali costosi. In diversi casi, l’inchiesta ha documentato rapporti sessuali consumati, elementi che hanno portato a formalizzare l’accusa di prostituzione minorile.

Oltre alle contestazioni relative ai minori, l’uomo era anche accusato di aver perseguitato e violentato la moglie, con una serie di episodi che, secondo quanto ricostruito, configurano comportamenti sistematici di stalking e abusi domestici. Le prove raccolte, insieme alle testimonianze, hanno consolidato un impianto accusatorio ritenuto credibile dal giudice.

La sentenza rappresenta un passaggio chiave in una vicenda giudiziaria particolarmente grave, che ha coinvolto numerose vittime e scosso le comunità locali. Le indagini hanno inoltre rivelato la presenza di materiale pedopornografico prodotto e conservato dall’imputato, un aggravante che ha pesato sull’entità della pena inflitta.

Resta da valutare se l’uomo continuerà a scontare la pena ai domiciliari o se verrà disposto il trasferimento in carcere. Nel frattempo, la sentenza conferma la gravità dei fatti e l’importanza del lavoro investigativo svolto dagli inquirenti. Non si esclude che la difesa possa presentare ricorso.

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