Dopo l’estate il Desenzanino, storico stabilimento balneare di Desenzano e punto di riferimento sul lago, potrebbe cambiare radicalmente gestione. L’Autorità di Bacino aprirà infatti il bando per l’affidamento sia della spiaggia sia del ristorante, con la possibilità di partecipazione anche per società imprenditoriali private.
Dal 1997 la gestione è affidata alla cooperativa sociale La Cascina, riconfermata da amministrazioni di diverso colore politico. Ma l’apertura del bando ai privati, che avranno possibilità di rilancio economico maggiore, rischia di mettere in seria difficoltà un modello sociale che per quasi trent’anni ha caratterizzato lo stabilimento.
A sollevare la questione è stato il Partito Democratico, con la capogruppo Maria Vittoria Papa, che attacca l’Amministrazione Malinverno:
«Questa scelta è figlia di una visione fanatica del profitto, che dimentica come la politica abbia il dovere di promuovere il bene comune e non solo aumentare gli introiti delle casse comunali».
Pd e Movimento 5 Stelle chiedono che il bando venga riservato alle cooperative sociali, sottolineando il valore inclusivo e solidale che il progetto del Desenzanino ha rappresentato per la comunità.
L’ultimo contratto stipulato con La Cascina, valido dal 2012 al 2024, prevedeva un canone annuo di circa 35mila euro, per un totale di 384mila euro più adeguamenti Istat. Nel frattempo la cooperativa ha sostenuto anche spese significative per lavori di ammodernamento e manutenzione.
L’opposizione critica inoltre la maggioranza per aver evitato il confronto: «Abbiamo chiesto di discutere il tema in Consiglio comunale – spiega Papa – ma la possibilità ci è stata negata. Abbiamo scritto una lettera aperta, ignorata da consiglieri e assessori di centrodestra».
La partita sul futuro del Desenzanino resta dunque aperta: tra esigenze di bilancio e tutela di un’esperienza sociale che, secondo l’opposizione, ha contribuito a costruire l’immagine di una Desenzano inclusiva e solidale.