Una chiesa gremita e un’emozione palpabile hanno accompagnato ieri mattina l’ultimo saluto a Costantino Franchi, figura centrale per la rinascita della 1000 Miglia come rievocazione storica della leggendaria corsa su strada che tra il 1927 e il 1957 ha scritto pagine indelebili dello sport automobilistico.
Alle 11, nella chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Brescia, parenti, amici e concittadini si sono riuniti per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno profondo non solo nella sua città, ma anche lontano, in Kenya, dove negli ultimi anni aveva avviato e sostenuto numerosi progetti benefici legati all’associazione Essere Bambino.
Le ceneri di Franchi sono rientrate dall’Africa nei giorni scorsi, permettendo così alla comunità di stringersi attorno alla famiglia. Nel corso della celebrazione, i nipoti hanno letto una lunga lettera piena di ricordi e gratitudine: «Ci mancherai papà Costantino», hanno scritto, ricordando come il Kenya fosse diventato la sua seconda casa, senza mai dimenticare le radici legate alla parrocchia bresciana.
Il parroco, nella sua omelia, lo ha definito “un uomo di cuore”, capace di unire passione, generosità e senso di comunità. Un ricordo condiviso anche dalle istituzioni: la sindaca Laura Castelletti ha ringraziato Franchi per quanto fatto per Brescia, sottolineando il suo impegno verso i più bisognosi e la capacità di dare valore alla città con la sua intraprendenza.
Dopo la funzione, le ceneri di Costantino Franchi sono state destinate al cimitero di Edolo, luogo che accoglierà il riposo eterno di un uomo ricordato da molti come simbolo di entusiasmo, coraggio e altruismo.
La sua eredità, fatta di passione sportiva e impegno sociale, continuerà a vivere attraverso le iniziative che ha promosso e il ricordo di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.