Brescia partecipa alla giornata nazionale di digiuno per Gaza

Decine di operatori sanitari hanno aderito all’iniziativa del 28 agosto, unendo la città a una mobilitazione che in tutta Italia ha coinvolto circa 15mila persone

Grande adesione anche a Brescia per la Giornata nazionale di digiuno collettivo contro il genocidio a Gaza, promossa dalla rete #digiunogaza, da Sanitari per Gaza e dalla campagna BDS “Teva? No grazie”. L’iniziativa, svoltasi il 28 agosto, ha visto migliaia di partecipanti in tutta Italia e numerose manifestazioni simboliche anche nel Bresciano.

In città, come richiesto dagli organizzatori, medici, infermieri e volontari del settore sanitario hanno scelto di fotografarsi con il cartello “Digiuno contro il genocidio a Gaza” e di condividere le immagini sui social all’ora di pranzo. Le foto sono arrivate a decine e si sono sommate alle iniziative che i Sanitari per Gaza stanno portando avanti dal 24 agosto in piazza Rovetta, dove una tenda ospita incontri, dibattiti e approfondimenti dedicati alla situazione umanitaria e sanitaria della Striscia.

Secondo i dati raccolti tramite adesioni online, oltre 7.000 persone hanno formalmente partecipato alla mobilitazione, ma gli organizzatori stimano una presenza effettiva di circa 15.000 partecipanti in tutta Italia. Sono più di 500 le strutture ospedaliere e territoriali che hanno preso parte all’iniziativa, insieme a numerose associazioni e cittadini comuni.

Il digiuno collettivo è stato definito da Simona Mattia, chirurga del Policlinico universitario Tor Vergata di Roma, come «un gesto di solidarietà e resistenza civile, capace di trasformare la coscienza individuale in una voce comune». Concetto ribadito anche dalla psicologa Patrizia Fistesmeier, secondo la quale «protestare come sanitari significa esercitare la cura anche fuori dagli ospedali, perché dove non c’è giustizia non può esserci salute».

I promotori hanno inoltre predisposto una bozza di delibera che sarà inviata a ordini professionali, direzioni generali e assessorati regionali, con l’obiettivo di impegnare le istituzioni a interrompere collaborazioni con enti collegati a stati ritenuti responsabili di violazioni dei diritti umani e a promuovere iniziative di sensibilizzazione.

Il contesto resta drammatico: secondo dati recenti di Onu e Oms, a Gaza si registra una carestia ufficiale con 600 mila persone colpite dalla fame e 12 mila bambini in stato di malnutrizione acuta. Da qui l’appello dei promotori: «Non vogliamo che un giorno i nostri figli ci chiedano cosa abbiamo fatto di fronte a un genocidio. Il 28 agosto abbiamo digiunato insieme per dire basta al silenzio».

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