Non sono soltanto i mezzi pesanti a causare code e rallentamenti lungo la Gardesana occidentale. Tra Salò e Limone, il traffico è spesso condizionato dalle lunghe file di ciclisti, che occupano la carreggiata anche in tratti particolarmente critici come le gallerie.
A nord di Gargnano, dove si trovano i tunnel del Meandro, il fenomeno si fa ancora più evidente. Queste gallerie sono poco illuminate e prive di spazi laterali adeguati. Qui, oltre ai disagi per gli automobilisti, aumenta il rischio per gli stessi ciclisti, molti dei quali pedalano senza giubbetti catarifrangenti o luci posteriori rosse, rendendosi quasi invisibili agli altri veicoli. Alcuni amministratori locali hanno persino ipotizzato divieti di transito per le biciclette nelle gallerie, ma la decisione spetterebbe agli enti proprietari delle strade, che dovrebbero emettere le ordinanze relative.
Il problema principale resta l’assenza di alternative viabili. La strada statale 45 bis Gardesana è infatti l’unico collegamento diretto tra sud e nord sul versante bresciano del lago, percorsa quotidianamente da automobilisti, motociclisti e ciclisti.
La situazione è stata aggravata dalla decisione, presa lo scorso anno, di annullare il progetto della ciclopedonale del Garda nel tratto Salò–Limone a causa dei rischi geologici. In sostituzione, è stato proposto un piano di trasporto intermodale, che prevede l’impiego di due battelli ibridi della flotta Navigarda in grado di trasportare anche le biciclette. Una soluzione, tuttavia, che non convince tutti e che appare difficile da integrare con le abitudini consolidate di cicloturisti e gruppi amatoriali.
Il percorso ciclabile è oggi fruibile solo nel tratto Limone – Riva del Garda e in un segmento di circa 3 chilometri a Toscolano Maderno. Per il resto, i ciclisti continuano a utilizzare la Gardesana, con conseguenti disagi e problemi di sicurezza, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso turistico ma anche in autunno e inverno, quando la zona è frequentata da gruppi di sportivi locali.
La sfida, dunque, resta quella di coniugare mobilità, sicurezza stradale e turismo sostenibile, in un territorio che vive di paesaggi da cartolina ma che deve fare i conti con infrastrutture incomplete e criticità quotidiane.