Un uomo di 75 anni, già affetto da altre patologie, è stato ricoverato in condizioni critiche agli Spedali Civili di Brescia dopo la diagnosi di infezione da virus West Nile. Il paziente presentava sintomi neurologici ed è stato sottoposto immediatamente a terapia antivirale. Attualmente si trova nel reparto di Neurorianimazione.
Una malattia ormai endemica in Lombardia
La West Nile Disease (WND), conosciuta anche come febbre del Nilo Occidentale, è presente da diversi anni in Lombardia ed è considerata ormai endemica. Si tratta di un’infezione virale che ha come principali serbatoi uccelli e zanzare, con queste ultime responsabili della trasmissione all’uomo.
Il virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile. Oggi è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America, con una crescente presenza in Italia, soprattutto nelle regioni del Nord.
Sintomi e rischi per la salute
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte delle persone infettate non manifesta alcun sintomo. Circa il 20% dei casi presenta disturbi lievi, come febbre, mal di testa, nausea, vomito ed eruzioni cutanee. Nei soggetti più fragili – in particolare gli anziani o chi ha già patologie – meno dell’1% sviluppa forme gravi caratterizzate da febbre alta, debolezza muscolare, disturbi della vista, tremori, convulsioni e, nei casi peggiori, paralisi o coma.
È importante sottolineare che la malattia non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette.
Diagnosi e prevenzione
La diagnosi si effettua tramite test di laboratorio, come Elisa o Immunofluorescenza, eseguiti sul siero o, se necessario, sul fluido cerebrospinale per la ricerca di anticorpi IgM.
Attualmente non esistono vaccini né terapie specifiche. Nei casi lievi i sintomi tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni o settimane, mentre nelle forme gravi è necessario il ricovero ospedaliero, con trattamenti di supporto come fluidi intravenosi o respirazione assistita.
La prevenzione resta lo strumento più efficace: ridurre l’esposizione alle punture di zanzare mediante repellenti, zanzariere e attenzione agli ambienti in cui proliferano resta la principale forma di difesa.