«Gaza sta bruciando. Scendiamo in piazza». Con queste parole una trentina di realtà bresciane – dalla Cgil all’Anpi, dal Pd a Sinistra Italiana, Verdi, Prc, M5S, Azione, fino a Emergency, Legambiente e Pax Christi – hanno lanciato un appello per un presidio che si terrà venerdì 19 settembre alle 18 in largo Formentone, dopo la mobilitazione spontanea promossa due giorni prima dal Coordinamento Palestina.
La giornata del 19 sarà segnata anche da una mobilitazione nazionale indetta dalla Cgil, che ha proclamato uno sciopero e diverse iniziative di protesta per chiedere la fine delle violenze a Gaza, l’apertura di corridoi umanitari immediati e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Lo sciopero non coinvolgerà i servizi pubblici essenziali regolati dalla legge 146 – come trasporti, scuola e sanità – per i quali sono richiesti tempi di preavviso più lunghi.
Accanto a questa iniziativa si aggiunge la protesta indetta dai sindacati di base Cub, Adl e Sgb, che hanno annunciato uno sciopero generale nazionale per lunedì 22 settembre. La mobilitazione riguarderà tutte le categorie, pubbliche e private, includendo dunque anche i servizi essenziali. L’obiettivo è manifestare il sostegno alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere garanzie per i volontari impegnati nella consegna di aiuti al popolo palestinese.
Le piazze bresciane si preparano dunque a diventare il punto di riferimento di una protesta più ampia, che unisce associazioni, partiti e sindacati in un fronte comune per la pace e la solidarietà internazionale.