È partito da Brescia e in poche settimane si è diffuso in tutta Italia l’appello promosso dal movimento “La scuola per la Palestina”, nato dall’iniziativa di un gruppo di docenti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma vissuto dalla popolazione palestinese.
Dall’aula alla mobilitazione nazionale
Come spiega Emanuela De Rocco, insegnante alla scuola primaria di Torricella, l’idea è maturata all’inizio dell’anno scolastico: «Ci chiediamo come possiamo iniziare le lezioni sapendo che in Palestina i bambini non solo non vanno a scuola, ma soffrono la fame e la sete. Per questo vogliamo promuovere attività di sensibilizzazione».
In meno di un mese, l’appello ha raccolto 3.800 adesioni di docenti, metà dei quali bresciani. Solo in provincia si contano quasi 2mila firmatari, a conferma di un’adesione trasversale e radicata.
L’assemblea e il documento
Il 25 agosto scorso, all’Itis Castelli di Brescia, circa 300 insegnanti hanno preso parte a un’assemblea che ha portato alla stesura di un documento condiviso. Ad oggi il testo ha ottenuto oltre 22mila firme di cittadini, e sarà inviato entro fine settembre al presidente della Repubblica, alla presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione, agli Uffici scolastici territoriali e ai sindacati.
Le richieste al Governo e ai sindacati
Tra i punti principali rivolti all’esecutivo figurano:
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lo stop alla vendita di armi a Israele e a ogni forma di collaborazione militare;
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la condanna dei crimini contro l’umanità in Gaza e in Cisgiordania;
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la sospensione di accordi politici ed economici con Israele;
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il riconoscimento dello Stato di Palestina;
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il sostegno agli organismi internazionali incaricati di garantire il rispetto del diritto umanitario.
Sul fronte sindacale, il movimento chiede l’indizione di uno sciopero generale della categoria scolastica. Intanto ha già aderito alla mobilitazione lanciata dalla Cgil e allo sciopero del sindacalismo di base previsto per il 22 settembre.
Le iniziative nelle scuole
Parallelamente, numerosi collegi docenti stanno discutendo il documento per rilanciare il dibattito all’interno delle scuole. L’obiettivo, spiegano i promotori, è accrescere la consapevolezza degli studenti su quanto accade nella Striscia di Gaza. È inoltre in preparazione un calendario di attività: a tutti gli insegnanti aderenti sarà proposto di realizzare almeno un’iniziativa al mese nelle classi.
Il movimento partito da Brescia si candida così a diventare una voce nazionale, portando il tema della Palestina al centro del dibattito educativo e politico italiano.