Un gruppo di 71 docenti del Liceo “Arnaldo Calini” di Brescia ha firmato una dichiarazione pubblica per esprimere la propria posizione rispetto alla situazione in Gaza e Cisgiordania. L’iniziativa nasce dalla volontà di unirsi al «crescente moto di protesta civile» e di declinarlo attraverso la funzione educativa della scuola.
Nel testo i firmatari affermano di volersi impegnare a promuovere la conoscenza dei fatti e a rafforzare la consapevolezza della loro gravità, sostenendo e coordinando eventuali iniziative degli studenti e dei loro genitori. A questo si aggiunge la disponibilità a collaborare con enti, associazioni e istituzioni che perseguano obiettivi analoghi.
Secondo i docenti, si tratta di una priorità per ogni comunità scolastica che intenda offrire agli studenti strumenti di comprensione critica delle dinamiche internazionali. La dichiarazione richiama valori fondanti come pace, dignità ed eguaglianza, richiamati dal motto delle Nazioni Unite e considerati parte integrante del progetto educativo dell’istituto.
Il documento sottolinea come, «dal 1945 a oggi, mai i principi sanciti dalla comunità internazionale siano stati così sistematicamente violati come nel caso delle popolazioni di Gaza e Cisgiordania», denunciando la generale inazione dei governi e il crescente dissenso dell’opinione pubblica mondiale, trasversale a generazioni e orientamenti ideologici.
Gli insegnanti ribadiscono che la loro presa di posizione è coerente con i riferimenti valoriali già dichiarati in passato: la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Costituzione italiana. Da tali fonti deriva la convinzione che la pace sia possibile solo attraverso il «rispetto incondizionato della dignità delle persone e dei popoli».
La dichiarazione si chiude con una condanna netta alle gravi violazioni del diritto umanitario e internazionale che da anni colpiscono le popolazioni dei territori palestinesi e al mancato riconoscimento del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese, definito «il più fondamentale tra i diritti».
Con questo appello, i docenti del Liceo Calini ribadiscono il ruolo della scuola come luogo di educazione civile e di consapevolezza critica, trasformando l’indignazione in strumento formativo.