Non ce l’ha fatta Giuseppe Pesci, 72 anni, imprenditore di Medole, ricoverato da settimane nel reparto di Neurorianimazione degli Spedali Civili di Brescia a causa della Febbre del Nilo. È deceduto martedì, mentre i funerali si sono svolti giovedì 2 ottobre nella chiesa parrocchiale del paese.
Pesci si era sentito male improvvisamente, perdendo conoscenza. In un primo momento i medici avevano preso in considerazione diverse patologie, ma solo dopo esami più approfonditi era arrivata la diagnosi: West Nile Virus. L’uomo non si era allontanato dal territorio e non aveva effettuato viaggi nelle settimane precedenti, per questo gli specialisti ritengono che abbia contratto l’infezione direttamente in provincia di Mantova.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità di Medole e tra i familiari: la moglie Luisa, i figli Fabio e Cinzia, le nipoti Martina, Alessandra e Vittoria, i fratelli Franco, Bruno e Riccardo e le sorelle Maria e Virginia.
Cos’è la Febbre del Nilo
La malattia è causata da un virus trasmesso dalle punture di zanzare, che fungono da vettori dopo aver contratto l’infezione dagli uccelli, principali serbatoi naturali. Il West Nile Virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto omonimo. Da allora si è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e Americhe, fino ad arrivare in Italia, dove negli ultimi anni la circolazione è particolarmente segnalata nelle regioni settentrionali.
Sintomi e rischi
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte delle persone infettate non sviluppa alcun sintomo. Nel 20% dei casi possono comparire manifestazioni lievi, come febbre, mal di testa, nausea, vomito o sfoghi cutanei. Le complicazioni più gravi interessano meno dell’1% degli infettati, soprattutto anziani o soggetti con fragilità, e possono includere febbre alta, disturbi neurologici, tremori, convulsioni e nei casi estremi paralisi o coma.
Gli esperti ricordano che la Febbre del Nilo non si trasmette da persona a persona, né tramite contatto diretto con individui infetti. La prevenzione resta legata al controllo delle zanzare e alle misure di protezione individuale, soprattutto nelle aree più colpite.