Occupazione all’Università di Brescia: studenti in protesta contro il silenzio accademico sulla crisi in Palestina

L’occupazione dell’aula 2 nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Brescia, in via San Faustino, prosegue per il secondo giorno consecutivo

L’occupazione dell’aula 2 nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Brescia, in via San Faustino, prosegue per il secondo giorno consecutivo. Gli studenti promotori hanno aperto lo spazio a tutta la comunità universitaria per momenti di confronto, assemblee e attività di solidarietà attiva. Oggi, martedì 7 ottobre alle ore 15, è previsto un incontro con il gruppo “Sanitari per Gaza”, attivo sul territorio con iniziative a sostegno della popolazione palestinese.

L’azione è stata avviata da un gruppo di militanti della lista “Studenti Per – Unione degli Universitari” come gesto di protesta nei confronti dell’atteggiamento che definiscono “neutrale” dell’ateneo bresciano rispetto al conflitto in Palestina. In una nota diffusa dai promotori si legge: «La nostra università non può essere un luogo neutrale: la neutralità uccide. Girarsi dall’altra parte di fronte al genocidio significa essere complici».

Tra le rivendicazioni principali espresse dagli studenti ci sono la rottura immediata di ogni accordo tra l’università e le aziende coinvolte nella produzione bellica, oltre alla richiesta di una dichiarazione pubblica e formale contro quello che definiscono il “genocidio perpetrato da Israele ai danni del popolo palestinese”. La protesta si pone come «atto di solidarietà, di lotta e di resistenza», con l’obiettivo – dichiarano – di far sentire la voce della comunità studentesca in difesa dei diritti umani.

I manifestanti affermano di non voler interrompere l’occupazione finché l’università non prenderà una posizione chiara e pubblica. «Blocchiamo tutto – spiegano – perché il silenzio istituzionale e accademico è complicità. La lotta entra in università e da qui non uscirà finché non saranno rispettati i diritti del popolo palestinese».

Nonostante la forte connotazione politica della protesta, al momento la mobilitazione si sta svolgendo in modo pacifico, senza disordini. Le attività dell’ateneo proseguono regolarmente nelle altre aule, mentre l’aula 2 resta al centro di dibattiti e incontri. Non si registrano al momento interventi ufficiali da parte della direzione universitaria o delle forze dell’ordine.

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