Studente porta una pistola giocattolo a scuola, intervengono i carabinieri

Allarme all’istituto Sraffa di Brescia: un 16enne avrebbe mostrato l’arma in aula. Nessun intento violento, ma la scuola interviene per far riflettere il ragazzo

Un episodio che ha creato tensione e paura, nonostante il lieto fine, si è verificato nella mattinata di mercoledì all’Istituto professionale Sraffa di Brescia, nella sede centrale di via Comboni. Un alunno di 16 anni avrebbe mostrato una pistola ai compagni di classe, generando allarme tra studenti e docenti. L’arma si è poi rivelata essere un giocattolo, ma nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, immediatamente intervenuti sul posto.


L’episodio e l’arrivo delle forze dell’ordine

Tutto è partito da più segnalazioni indipendenti, raccolte dalla scuola e poi trasmesse ai militari: il ragazzo avrebbe tirato fuori o mostrato all’interno dello zaino una pistola, vantandosene con alcuni compagni. L’allerta è scattata rapidamente e sul posto sono giunti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti in presenza dei genitori del ragazzo, convocati dalla dirigenza scolastica.

Il controllo ha permesso di chiarire la situazione: si trattava di un’arma giocattolo, non modificata e priva di qualsiasi pericolosità effettiva. Nonostante ciò, l’episodio ha generato forte apprensione tra gli insegnanti e il personale dell’istituto.


La posizione della scuola: “Nessuna intenzione violenta”

Il dirigente scolastico Nicola Palmiero ha precisato che non vi era alcuna volontà aggressiva da parte dello studente. Secondo quanto emerso, l’intenzione del 16enne sarebbe stata goliardica o dettata dal desiderio di apparire, ma il gesto è stato comunque considerato grave e meritevole di attenzione.

«Siamo una scuola, non un tribunale. Dobbiamo essere rigorosi ma anche educativi», ha sottolineato Matteo Gerardi, collaboratore del preside. Il consiglio di classe valuterà il caso e potrà decidere una sanzione educativa, secondo le linee guida ministeriali, che prevedono misure orientate alla presa di responsabilità e alla consapevolezza dell’errore, più che alla semplice punizione.


Rieducazione e prevenzione: la risposta dell’istituto

L’istituto Sraffa non è nuovo a episodi legati a comportamenti giovanili fuori controllo. Già nel febbraio dell’anno scorso, la scuola era stata coinvolta nella diffusione di spray al peperoncino tra gli studenti, un’altra “moda” pericolosa contrastata con decisione dalla dirigenza.

Oggi, l’istituto fa parte della rete provinciale per la legalità e porta avanti numerose attività di prevenzione e sensibilizzazione su tematiche legate al rispetto delle regole, alla cittadinanza attiva e alla responsabilità individuale. È attivo un team specifico interno con un referente dedicato alla prevenzione, che lavora in contatto con le forze dell’ordine e le famiglie.


Il ruolo dei carabinieri e i prossimi passi

Spetterà ora ai carabinieri, sulla base degli elementi raccolti, valutare eventuali risvolti di tipo legale. Al momento, non sono emerse accuse penali a carico del giovane, ma l’intervento dei militari resta un segnale forte. Parallelamente, la scuola continuerà il percorso educativo con lo studente e con tutta la classe, per chiarire che comportamenti simili non sono tollerabili, anche se privi di reale pericolo.

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