“Non potevamo mancare per la nostra santa”. Lo dicono commossi i 500 fedeli giunti da Corteno Golgi, in Valcamonica, per assistere alla canonizzazione di suor Maria Troncatti, proclamata oggi santa da papa Leone XIV in piazza San Pietro. L’abbraccio affettuoso della comunità d’origine alla “loro” missionaria si è unito alla grande folla di fedeli arrivati da ogni parte d’Italia, e non solo, per celebrare una figura straordinaria della famiglia salesiana.
Nella cornice di una splendida ottobrata romana, la piazza ha accolto la 48esima bresciana elevata agli onori degli altari, appartenente alla Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ramo femminile dei salesiani di don Bosco.
La “madrecita” dell’Ecuador, esempio di santità quotidiana
Suor Maria Troncatti, chiamata affettuosamente “madrecita” o “doctora” dalle comunità indigene dell’Ecuador dove ha operato per decenni, ha incarnato la missione come dono totale di sé agli altri. Partita dall’Italia come infermiera e religiosa, ha vissuto tra le popolazioni della selva amazzonica, curando, educando e portando speranza dove sembrava impossibile.
“Che donna stupenda”, ricorda emozionata la direttrice della scuola Maria Ausiliatrice, presente a Roma con i ragazzi dell’Istituto don Bosco di Brescia. “La sua forza, la sua determinazione da montanara bresciana e valtellinese l’ha portata a donarsi completamente fino al sacrificio della propria vita”. Una vita esemplare, un impegno costante al servizio degli ultimi, ora riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel giorno della Giornata missionaria mondiale.
La veglia e la festa a Cinecittà
Le celebrazioni per suor Troncatti sono iniziate già nella giornata di ieri, con una festa nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Cinecittà, seguita da una veglia serale con la partecipazione del vescovo Pierantonio Tremolada. Un momento intenso di preghiera e riflessione che ha anticipato la canonizzazione di questa figura emblematica della spiritualità missionaria salesiana.
Le salesiane e la testimonianza a Concesio
Alla festa si è unita idealmente anche la comunità salesiana di Concesio, che si occupa della casa natale di san Paolo VI. Suor Monica Gianoli racconta come il carisma educativo di Montini sia oggi vivo nelle opere salesiane: “La sua attenzione all’educazione umana, culturale e spirituale risuona nel nostro impegno quotidiano”.
Per la religiosa, abitare la casa di un papa santo significa vivere un’esperienza profonda di accoglienza ed evangelizzazione, in linea con il messaggio di Montini: “Il nostro tempo ascolta più i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni”.
Una nuova santa per la Chiesa e per il mondo
Oggi suor Maria Troncatti è santa, e la sua canonizzazione nella Giornata missionaria mondiale assume un significato ancora più potente. È il riconoscimento di una vita spesa per il prossimo, con coraggio, fede e amore. E per la comunità salesiana e tutta la Chiesa, è un invito concreto a fare della propria esistenza un dono, ogni giorno.