Sicurezza stradale a Brescia: 61 morti nel 2025 e una Polstrada in emergenza

Negli ultimi vent’anni, il numero di agenti della Polstrada a Brescia è sceso da 180 a 130 unità

Sessantuno morti, centinaia di feriti, migliaia di incidenti. È questa la fotografia impietosa della sicurezza stradale in provincia di Brescia nel 2025, dove il numero di vittime ha già superato quello del 2024, quando i decessi erano stati 56. Un trend allarmante, che conferma il peggioramento della situazione e solleva interrogativi urgenti sulla capacità del territorio di prevenire e contrastare gli incidenti.

A lanciare l’allarme sono stati il gruppo consiliare del Partito Democratico, il senatore Alfredo Bazoli e Rosario Morelli, segretario provinciale del Siulp (Sindacato unitario lavoratori della polizia), che puntano il dito contro una situazione ormai strutturalmente critica: la cronica mancanza di organico e mezzi a disposizione della Polizia stradale.

Negli ultimi vent’anni, il numero di agenti della Polstrada a Brescia è sceso da 180 a 130 unità, con ricadute pesanti sulla capacità di controllo e sulla prevenzione degli incidenti, soprattutto nei fine settimana. Tra i servizi quasi azzerati spiccano quelli dedicati a contrastare le cosiddette “stragi del sabato sera”, fondamentali per presidiare le strade in orari critici.

A rendere evidente il problema è un episodio raccontato dallo stesso Morelli: «Una pattuglia è stata costretta a partire da Darfo per raggiungere Seriate, impiegando due ore solo per gli spostamenti. Nel frattempo, tutto il territorio d’origine è rimasto completamente scoperto».

Il Partito Democratico ha deciso di portare la questione all’attenzione del governo. Il senatore Alfredo Bazoli ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, sottolineando come Brescia sia spesso trascurata dal comparto sicurezza nazionale. «Il numero degli agenti è insufficiente e questo impedisce ogni forma di prevenzione. Chiediamo che Brescia venga trattata come una priorità e che vengano assegnate risorse adeguate», ha dichiarato Bazoli.

Nel frattempo, anche sul fronte locale si resta in attesa di risposte. Già nel novembre 2024, la consigliera comunale Beatrice Nardo aveva presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale per chiedere il potenziamento del presidio stradale. A quasi un anno di distanza, però, la proposta non è mai stata discussa a Palazzo Loggia. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Roberto Omodei, chiede ora che l’ordine del giorno venga finalmente portato in aula e votato: «La situazione è grave e merita una risposta istituzionale. Chiediamo che il documento venga discusso quanto prima, possibilmente con un voto unanime. La sicurezza stradale non può essere un tema secondario».

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