La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne trova quest’anno uno dei suoi momenti più significativi all’Università Cattolica di Brescia, dove martedì 25 novembre si terrà un incontro dedicato alla prevenzione, alla formazione e al racconto diretto di esperienze che mostrano quanto il fenomeno sia ancora radicato e complesso. L’appuntamento è previsto alle 9.30 nella sala polifunzionale di via Trieste 17, uno spazio che accoglierà studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni impegnati nel contrasto alla violenza di genere.
Tra i protagonisti della mattinata ci sarà Jolanda Renga, che porterà una testimonianza divenuta un simbolo dei nuovi rischi legati alla sfera digitale. La giovane, infatti, è stata oggetto di un tentativo di ricatto sul web: ignoti le avevano attribuito la presunta esistenza di fotografie personali, mai realmente scattate, con l’obiettivo di intimidirla e colpirne la reputazione. La sua vicenda è diventata un esempio di come la violenza psicologica e la manipolazione online possano colpire anche in assenza di immagini reali, sfruttando la vulnerabilità delle persone e la rapidità della diffusione delle informazioni sui social.
L’incontro si inserisce in un percorso di formazione promosso dalla Polizia di Stato insieme alle docenti dell’ateneo, che approfondiranno gli aspetti giuridici, psicologici e sociali della violenza digitale, una forma di abuso in crescita che coinvolge soprattutto i più giovani. Minacce, estorsioni, diffusione illecita di immagini, creazione di contenuti falsi e controllo digitale sono oggi strumenti utilizzati per colpire, condizionare e isolare le vittime. Il dialogo con gli studenti della Cattolica avrà lo scopo di chiarire dinamiche, strumenti di tutela e modalità per chiedere aiuto.
La parte finale dell’incontro sarà affidata al teatro. L’attrice Maria Chiara Arrighini interpreterà un monologo dedicato a Franca Viola, figura centrale nella storia dell’emancipazione femminile italiana. La vicenda della giovane siciliana, che negli anni Sessanta rifiutò il “matrimonio riparatore” dopo essere stata rapita e violentata, rappresenta infatti una frattura decisiva nella cultura del Paese e un precedente giuridico che contribuì a modificare la percezione sociale della violenza sulle donne. Rievocare la sua storia nella Giornata del 25 novembre significa ricordare un coraggio che ha aperto la strada ai diritti delle generazioni successive, dimostrando quanto la lotta alla violenza sia un percorso lungo, fatto di testimonianze, scelte e resistenze individuali.
La presenza della Polizia durante l’evento vuole inoltre sottolineare l’importanza della prevenzione e del supporto istituzionale. Gli agenti illustreranno gli strumenti di protezione attivi oggi in Italia, dai percorsi di segnalazione all’intervento tempestivo nei casi di stalking, minaccia o ricatto online, ricordando come sia fondamentale denunciare ogni comportamento sospetto o intimidatorio. L’incontro con la comunità universitaria assume quindi una valenza educativa, capace di unire la dimensione culturale a quella operativa.
L’Università Cattolica conferma così la propria volontà di essere un luogo di ascolto e dialogo, soprattutto su tematiche che coinvolgono profondamente le nuove generazioni. La mattinata del 25 novembre diventa un’occasione per parlare di violenze visibili e invisibili, di quelle che si consumano nella vita reale e di quelle che nascono dietro uno schermo, mostrando come entrambe abbiano conseguenze gravi e richiedano una risposta informata e collettiva.