Cavallerizza Bettoni, il simbolo dell’equitazione bresciana che cade a pezzi mentre Sanpolino punta sullo sport

Nel quartiere destinato a diventare polo sportivo, la storica struttura del 1797 resta fuori dai finanziamenti pubblici. Attività equestre ancora viva, ma edificio principale in stato critico e futuro incerto.

Nel cuore della Brescia che guarda al futuro dello sport, tra i nuovi impianti dedicati all’atletica e alla ginnastica artistica progettati dall’Amministrazione comunale, resiste una realtà che sembra viaggiare in direzione opposta: la Cavallerizza Bettoni, una delle istituzioni più antiche della città, fondata nel 1797. Collocata tecnicamente a Sant’Eufemia ma di fatto parte dell’area di Sanpolino, la struttura non rientra nel grande progetto di rilancio sportivo finanziato dal Comune e dal Pnrr, rimanendo così ai margini degli investimenti che stanno trasformando il quartiere.

Mentre attorno crescono impianti moderni e spazi dedicati alle nuove discipline, la Cavallerizza vive un presente fatto di contrasti. Se da un lato prosegue l’attività della storica scuola di equitazione – la prima nata in Italia – con una ventina di cavalli e un elevato numero di iscrizioni tra bambini, adolescenti e adulti, dall’altro l’edificio principale versa in condizioni sempre più precarie. L’antica club house è chiusa, transennata, con l’aspetto di un cantiere fermo da tempo, e il portone principale resta sbarrato. La struttura, peraltro sottoposta a vincolo, necessita di interventi urgenti che però non risultano in programma.

A gestire la parte operativa è Vanessa Gobetti, referente incaricata da San Filippo Spa – la società in house del Comune – di occuparsi dell’organizzazione delle attività, della gestione dei cavalli e della didattica equestre. Gobetti conferma che alcuni interventi minori sono stati eseguiti, come la revisione degli impianti idraulici e il rinnovo dei campi, mentre a breve verrà ridipinta l’area dei box e il maneggio coperto. Un impegno costante che non basta, però, a invertire il declino strutturale dell’immobile.

Il nodo principale riguarda il futuro della Cavallerizza. L’affidamento attuale scadrà nel 2026, e nonostante i buoni rapporti dichiarati con Comune e San Filippo Spa, non è chiaro quale sarà il destino gestionale del centro. Una questione che si intreccia con quella, ben più complessa, della riqualificazione dell’edificio storico: il Comune non ha stanziato risorse a bilancio e non prevede investimenti diretti per la messa in sicurezza o il recupero dell’immobile.

Negli ultimi mesi si sono registrati vari interessamenti da parte di investitori privati, ma nessuno ha ritenuto sostenibile l’operazione. I costi elevati di restauro e le prospettive di gestione, giudicate economicamente poco remunerative, avrebbero scoraggiato ogni proposta concreta. Per questo la prospettiva di un recupero privato sembra oggi lontana, lasciando alla Cavallerizza un futuro sospeso.

Secondo gli addetti ai lavori, l’unico modo per garantire stabilità alla struttura intitolata al conte Alessandro Bettoni – insignita della Stella d’oro dal Presidente della Repubblica – sarebbe un intervento diretto del Comune. Senza un investimento pubblico, la cascina rischia di deteriorarsi ulteriormente, con ripercussioni sia sul patrimonio storico bresciano sia sull’immagine di una scuola di equitazione che, nonostante tutto, continua a svolgere la propria funzione educativa e sportiva.

Il quartiere di Sanpolino si prepara a diventare un simbolo della nuova Brescia sportiva. Ma proprio lì, a pochi passi dagli impianti più innovativi della città, una delle strutture più antiche e identitarie attende ancora una decisione sul proprio destino.

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