Medicina, il nuovo semestre filtro è un flop: crollano i promossi e mancano candidati per i posti disponibili

Le prime prove del 20 novembre mostrano percentuali bassissime di idonei nelle tre materie richieste: il sistema rivisto non coprirebbe i 24mila posti nazionali. Proteste, ricorsi e attesa per la sessione del 10 dicembre.

Il modello del “semestre filtro”, trasformato poi in un trimestre con tre esami da superare in due appelli, doveva rappresentare la grande rivoluzione dell’accesso a Medicina. Ma, secondo i primi riscontri emersi dopo la sessione del 20 novembre, il sistema si sta rivelando più complesso del previsto, tanto da essere definito da molti un vero e proprio flop. Su circa 50mila candidati in Italia, le percentuali dei promossi nelle tre prove sono talmente basse da non coprire nemmeno lontanamente i 24mila posti messi a bando nelle 44 università.

Un sondaggio del portale Testbusters aveva già anticipato un quadro preoccupante: meno del 20% degli studenti sarebbe risultato idoneo. Le cifre emerse confermano questo scenario, soprattutto in Fisica, che ha registrato percentuali di successo attorno al 10,15%. La situazione migliora solo leggermente in Chimica e Biologia, dove comunque non si arriva al doppio. Anche a Brescia, dove 1.177 candidati hanno sostenuto le prove al Centro Fiera di Montichiari, i dati rispecchiano la tendenza nazionale: circa il 15% supera Fisica, mentre un quarto raggiunge la sufficienza nelle altre due discipline.

Sui social, gruppi di aspiranti alla Statale di Milano confermano la stessa difficoltà: su oltre 600 studenti che si confrontano online, soltanto una ventina sarebbe riuscita a raggiungere almeno 18/30 in tutte e tre le materie, requisito indispensabile per entrare in graduatoria. Molti hanno preferito sostenere solo uno o due esami, rimandando il completamento al secondo appello di dicembre.

Il Ministero dell’Università comunicherà i numeri ufficiali il 23 dicembre, ma un elemento è già evidente: nessuna differenza territoriale. Le prove erano identiche per tutti e, con questi risultati, neppure i 315 posti dell’Ateneo di Brescia sarebbero coperti. Per ora gli studenti hanno potuto consultare soltanto i propri voti sulla piattaforma Universitaly, senza alcuna informazione sul posizionamento relativo, rendendo ancora più difficile la scelta se accettare o tentare nuovamente.

Entro la mezzanotte di oggi, infatti, ogni candidato deve decidere se confermare il punteggio o ripresentarsi alla sessione del 10 dicembre, per la quale le iscrizioni si chiuderanno domani. La preoccupazione è forte: chi ha superato le prove teme che un eventuale secondo esame più facile possa stravolgere la graduatoria, mentre chi non ce l’ha fatta considera inevitabile ritentare. «Fisica era molto specifica, abbiamo avuto poco tempo per prepararci», racconta la candidata Vittoria Poletti, che sottolinea come l’impossibilità di conoscere i voti degli altri renda quasi impossibile una decisione ponderata.

Il rischio, secondo gli studenti, è che un numero elevato di rifiuti faccia scendere ulteriormente il totale degli ammessi, con ripercussioni anche sulla distribuzione delle sedi: molti potrebbero finire lontano da casa nonostante il superamento dell’esame. Gli atenei, intanto, attendono i dati ufficiali per organizzare gli straordinari necessari e predisporre le procedure entro mercoledì.

A complicare il quadro è l’ondata di ricorsi, che secondo “Repubblica” sarebbero circa 6mila, presentati da UDU e dal gruppo “Medici senza filtri”. Le contestazioni riguardano presunte irregolarità e criticità strutturali del nuovo sistema, con la richiesta di annullare o rivedere le prove.

La sessione del 10 dicembre potrebbe diventare decisiva: se i risultati non miglioreranno, il timore è di trovarsi con posti non coperti e matricole insufficienti, aggravando ulteriormente la carenza di medici prevista nei prossimi anni.

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