Lunedì 8 dicembre, piazza del Comune a Cremona ha ospitato una toccante installazione collettiva dal titolo “Quanti sono 20.000 bambini?“. Il progetto, organizzato dal gruppo di docenti “La Scuola per la Palestina” in collaborazione con il Tavolo della Pace e l’Associazione Latinoamericana di Cremona (Alac), ha coinvolto scuole e famiglie in tutta Italia. La provincia di Brescia ha contribuito con 1.593 paia di scarpe, raccolte in vari punti, tra cui la Casa della Sinistra, il Lago di Garda, la Franciacorta, i missionari Saveriani e Ospitaletto.
La testimonianza di Sara Girelli
Sara Girelli, insegnante e promotrice dell’iniziativa, ha raccontato come la partecipazione alla raccolta sia stata entusiasta: «Le persone erano felici di poter dare una mano. A Gaza non arrivano aiuti, speriamo che queste scarpe possano arrivare lì, grazie alla Diocesi di Cremona». Girelli ha sottolineato anche la varietà delle donazioni, che comprendevano stivaletti da pioggia, scarpe da montagna e calzini, con la consapevolezza che ogni paio rappresentasse un bambino o una bambina uccisa nel conflitto.
L’origine dell’iniziativa
Patrizia Londero, ex insegnante, ha spiegato come l’idea sia nata da un messaggio di un’insegnante che, pur felice di ritrovare i propri alunni, era angosciata dalla tragedia in corso a Gaza. “Ha lanciato un appello nel gruppo ‘Brescia per la Pace’, ottenendo una risposta incredibile”, ha raccontato. Questo gesto di solidarietà ha dato vita alla raccolta che ha coinvolto una vasta rete di scuole, associazioni e famiglie.
L’installazione in piazza del Comune
Studenti e volontari delle associazioni hanno disposto le scarpe in piazza del Comune secondo un’accurata disposizione che ha creato un “mare immobile”. Ogni paio di scarpe simboleggia una vittima innocente, un bambino o una bambina, ucciso nel conflitto a Gaza. L’obiettivo dell’installazione è sensibilizzare la comunità sul dramma dei bambini palestinesi, sviluppando empatia e consapevolezza attraverso la partecipazione attiva degli studenti e dei cittadini. Il progetto promuove anche la collaborazione tra scuole, associazioni e la comunità locale in un’iniziativa di memoria collettiva.
Un progetto di memoria condivisa
L’installazione, frutto dell’idea di Chiara Beccari, Josita Bassani e Luisa Zanacchi, è stata allestita in modo che fosse visibile al pubblico dalle 8 del mattino fino alle 19.30. Un’opportunità per tutti di riflettere sulla tragica situazione dei bambini palestinesi e di contribuire a un messaggio di pace e solidarietà.