La Cgil e la Fp-Cgil di Brescia lanciano un appello alla mobilitazione, con la possibilità di arrivare fino allo sciopero generale, per denunciare la situazione critica in cui versa il sistema sanitario italiano. L’iniziativa, denominata “Una tenda per la cura”, si terrà il 10 e l’11 dicembre dalle 8 alle 20 davanti agli Spedali Civili di Brescia, dove lavoratrici e lavoratori della sanità pubblica, privata e delle Rsa presidieranno l’area con una tenda simbolica. L’obiettivo è attirare l’attenzione su una crisi che il sindacato definisce ormai strutturale e insostenibile, aggravata da condizioni di lavoro sempre più difficili e da una carenza di personale che compromette la qualità dell’assistenza.
Secondo la Cgil, il quadro nazionale presenta numeri allarmanti: mancano oltre 65 mila infermieri e 15 mila medici, mentre solo agli Spedali Civili la carenza supera i 200 professionisti infermieristici. I concorsi risultano spesso deserti e molti operatori scelgono di trasferirsi all’estero o di cambiare settore, attratti da stipendi più alti e da condizioni che garantiscono un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. Nel frattempo, i turni diventano sempre più pesanti, con doppi turni frequenti, reperibilità continue, ferie negate e livelli di stress elevati.
Un altro elemento critico riguarda le retribuzioni: secondo il sindacato, gli stipendi del personale sanitario italiano sono tra i più bassi dell’Ocse, mentre cresce il numero delle aggressioni contro gli operatori, oltre 3.000 casi all’anno in Italia. Solo agli Spedali Civili, nel 2024 se ne contano 354, un dato che testimonia un fenomeno in preoccupante espansione e non accompagnato da adeguate tutele legali. A questo si aggiunge un decennio di sottofinanziamento della sanità pubblica, con tagli superiori ai 37 miliardi, strutture da ammodernare, posti letto insufficienti e liste d’attesa sempre più lunghe.
Il presidio sarà anche occasione per una raccolta firme in sostegno di un patto di reciproco supporto tra professionisti della cura e cittadini, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e rafforzare il dialogo con le istituzioni. Le richieste avanzate dalla Cgil puntano a interventi immediati e strutturali: assunzioni urgenti, stabilizzazioni e organici adeguati oltre i minimi di accreditamento; maggiori riconoscimenti economici proporzionati alle responsabilità; misure efficaci contro le aggressioni, con protocolli chiari e applicati; una sanità territoriale realmente funzionante; e turni sostenibili, che garantiscano il diritto al riposo e alle ferie, attraverso investimenti duraturi nella sanità pubblica.
Il presidio dei prossimi giorni vuole quindi riportare al centro del dibattito un tema che coinvolge sia gli operatori sia i cittadini, con l’intento di chiedere interventi concreti per salvaguardare un servizio fondamentale e per restituire dignità e sicurezza a chi ogni giorno opera nei reparti, nelle strutture e nei servizi sanitari di tutto il Paese.