Caso Bozzoli, assolto Oscar Maggi: cade l’accusa di concorso nell’omicidio

Il Tribunale: “Non ha commesso il fatto”. Respinta la richiesta di 30 anni avanzata dalla Procura

Il Tribunale ha assolto con formula piena Oscar Maggi, operaio della fonderia Bozzoli, accusato di concorso nell’omicidio di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno scomparso l’8 ottobre 2015. La sentenza stabilisce che Maggi “non ha commesso il fatto”, ponendo fine a un procedimento giudiziario complesso e fortemente legato a uno dei casi più noti della cronaca bresciana degli ultimi anni.

Per l’omicidio di Mario Bozzoli è stato invece condannato in via definitiva all’ergastolo Giacomo Bozzoli, nipote della vittima. L’assoluzione di Maggi segna quindi un punto fermo importante, distinguendo le responsabilità individuali emerse nel lungo iter processuale.

La richiesta dell’accusa e la linea della difesa

Nel corso del processo, il pubblico ministero Benedetta Callea aveva chiesto per Oscar Maggi una condanna a 30 anni di reclusione, sostenendo il suo coinvolgimento nella fase esecutiva del delitto. Una ricostruzione che, secondo l’accusa, lo collocava all’interno della fonderia nel momento in cui Mario Bozzoli sarebbe stato ucciso.

Di tutt’altro avviso la difesa, che fin dall’inizio ha chiesto l’assoluzione dell’operaio, sostenendo che Maggi non si trovasse sulla scena del delitto. Una tesi che il Tribunale ha infine accolto, riconoscendo l’assenza di prove sufficienti a dimostrare il concorso nell’omicidio.

Il ruolo di Maggi e l’origine del processo

All’epoca dei fatti, Oscar Maggi aveva 48 anni ed era addetto ai forni della fonderia. Secondo la ricostruzione accusatoria, proprio uno di quei forni sarebbe stato utilizzato per far sparire il corpo di Mario Bozzoli. Un’ipotesi che ha rappresentato uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda giudiziaria.

Maggi è finito a processo solo dopo la conclusione del primo grado nei confronti di Giacomo Bozzoli. Al termine di quel giudizio, il presidente della Corte d’Assise, Roberto Spanò, rilevando incongruenze emerse durante il dibattimento, decise di trasmettere gli atti alla Procura, ipotizzando il concorso in omicidio volontario da parte dell’operaio.

Da lì si è aperto un nuovo filone processuale, conclusosi ora con l’assoluzione.

La reazione dei legali: “Epilogo coerente con gli atti”

Soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo di Oscar Maggi, composto dagli avvocati Vera Cantoni, Matteo Pagani e Guglielmo Scarlato. In particolare, l’avvocata Cantoni ha commentato: “Abbiamo sempre creduto nell’assoluzione, perché avevamo studiato molto bene gli atti e non avevamo intravisto un epilogo diverso”.

Maggi non era presente in aula al momento della lettura della sentenza. La legale ha raccontato di averlo informato telefonicamente dell’esito del processo: “Quando l’ho sentito, è scoppiato in lacrime”, ha aggiunto, sottolineando il peso umano di una vicenda giudiziaria durata anni.

Un capitolo che si chiude

Con questa decisione, il Tribunale chiude definitivamente la posizione di Oscar Maggi, escludendone ogni responsabilità penale nella morte di Mario Bozzoli. Resta invece definitiva la condanna all’ergastolo per Giacomo Bozzoli, unico responsabile riconosciuto dell’omicidio.

La sentenza rappresenta un passaggio chiave nella complessa vicenda giudiziaria, riaffermando il principio della responsabilità personale e ponendo fine a un’accusa che aveva segnato profondamente la vita dell’operaio.

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