Giorno della Memoria 2026, a Brescia due mesi di iniziative

Scuole protagoniste tra incontri, teatro, musica e nuovi percorsi di memoria dal 27 gennaio a febbraio

Occuperà gennaio e febbraio il fitto calendario di iniziative per il Giorno della Memoria 2026, che cade il 27 gennaio e che quest’anno assume un valore ancora più marcato sul piano educativo. Il programma, presentato ufficialmente a Brescia, è infatti fortemente orientato alle scuole, comprese quelle del primo ciclo, e coinvolge non solo il capoluogo ma anche diversi comuni del territorio.

Studenti protagonisti, istituti scolastici trasformati in luoghi di incontro e riflessione, linguaggi diversi per raccontare la memoria: il Giorno della Memoria si estende ben oltre la singola data, diventando un percorso articolato che attraversa settimane di appuntamenti culturali, storici e artistici.

Numerose le scuole coinvolte direttamente, sia come partecipanti sia come sedi delle iniziative. Tra queste figurano il liceo scientifico Calini, il liceo classico Arnaldo, gli istituti professionali Sraffa e Mantegna, la scuola media Carducci, la media di Rezzato e l’Istituto comprensivo di Mazzano. Una rete educativa ampia, pensata per avvicinare studenti di età diverse ai temi della Shoah e delle tragedie del Novecento.

Il calendario è stato presentato nella sala Giudici di Palazzo della Loggia dalla sindaca Laura Castelletti, dall’assessore Marco Fenaroli e da Manlio Milani, presidente della Casa della Memoria. Quest’ultima svolge un ruolo di coordinamento per conto di Comune e Provincia, insieme all’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, fungendo da punto di raccordo tra i numerosi soggetti coinvolti.

Il programma comprende presentazioni di libri, incontri con gli autori, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni video, podcast, oltre a un cammino lungo le formelle della memoria e a un flash mob itinerante curato da Ritminfolk e Klezmer Orchestra. Spazio anche alle arti visive, grazie alla collaborazione con l’Aab, e a un gesto simbolico di grande valore: l’installazione di una nuova pietra d’inciampo in via Corsica, dedicata a Oreste Ghidelli.

Tra le numerose realtà coinvolte figurano Italia Israele, Fondazione Brescia Musei, gli Archivi di Stato, diocesano e della Resistenza, l’Ufficio scolastico territoriale, la Fondazione Micheletti, la Fondazione Teatro Grande, il Centro teatrale bresciano, il Teatro Telaio, il Laboratorio Folk e diverse associazioni della memoria come Aned, Anei, Anpi, Anvgd e Fiamme Verdi. L’ultimo appuntamento in calendario è previsto per il 13 febbraio a Palazzo Averoldi. Tutte le informazioni dettagliate sono disponibili sul sito stragedipiazzaloggia.it.

Il momento centrale resta, come da tradizione, il 27 gennaio. La giornata si aprirà alle 9.30 al San Barnaba, con un incontro che vedrà protagonisti gli studenti della 5Bs dello Sraffa in dialogo con Frediano Sessi. A seguire, il corteo commemorativo condurrà al monumento del Deportato in piazzale Cremona, dove si terrà l’omaggio ufficiale delle autorità.

Nel pomeriggio, alle 17, partirà la fiaccolata che attraverserà Borgo Trento per raggiungere il monumento degli Internati in via Veneto, luogo simbolico a cui oggi è dedicata anche una giornata specifica, il 20 settembre. Sono previste letture degli studenti del Calini, interventi istituzionali e culturali, e l’accompagnamento musicale della banda Capitanio.

Tra gli autori che guideranno la riflessione sulla Shoah e sulle tragedie del Novecento figurano Guido Dalla Volta, Enrico Fink, Lorenza Cingoli, Victor Serge e Marco Balzano. Accanto a questi incontri, prosegue anche un progetto biennale che unisce i Comuni di Botticino, Nuvolera, Calvagese, Castenedolo, Mazzano e Rezzato, con un ciclo di conferenze affidate quest’anno a storici come Raoul Pupo, Tullia Catalan, Enrico Miletto, Giovanni Spinelli e Filippo Focardi. Nel 2027, il percorso proseguirà con approfondimenti specifici sul territorio bresciano.

Il focus tematico dell’edizione 2026 è dedicato al confine orientale, con anche un viaggio della memoria organizzato su questi luoghi. Un tema che, come sottolineato dagli amministratori, dialoga inevitabilmente con l’attualità. «I totalitarismi tendono a riprodursi», ha ricordato l’assessore Fenaroli, mentre la sindaca Castelletti ha messo in guardia dal rischio di indebolire il significato delle parole legate alla Shoah.

«Solo il dialogo e la conoscenza possono contrastare la violenza, anche quella che attraversa le giovani generazioni», ha concluso Manlio Milani. A fare da filo conduttore all’intero calendario, la frase di Primo Levi riportata sul depliant ufficiale: l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria.

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