Una frana improvvisa ha colpito nella tarda serata di ieri l’area residenziale di via Valgobbia, a Sarezzo, nella bassa Valtrompia, provocando l’evacuazione urgente di sei famiglie. Intorno alle 22 di lunedì 29 gennaio, fango, rocce e detriti si sono staccati dalla montagna sovrastante, minacciando direttamente sei appartamenti abitati, a ridosso della salita verso le località Carpen e Conche.
Quindici persone sono state fatte uscire con urgenza dalle loro abitazioni. Alcuni sfollati hanno trovato ospitalità da amici e parenti, mentre altri sono stati temporaneamente sistemati nell’oratorio locale, attivato come centro d’accoglienza d’emergenza.
Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco, coordinate da un funzionario di guardia, per le operazioni di messa in sicurezza degli edifici coinvolti. L’area è stata transennata e monitorata durante tutta la notte, nel timore di ulteriori cedimenti del versante.
Presenti anche i Carabinieri di Gardone Valtrompia, un’automedica e un’ambulanza dei volontari di Villa Carcina, oltre ai tecnici delle aziende fornitrici di energia elettrica, gas e acqua, per la verifica e la gestione delle infrastrutture compromesse dallo smottamento.
A coordinare in prima persona le operazioni di soccorso e assistenza agli sfollati è stata la sindaca di Sarezzo, Valentina Pedrali, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione e il piano di emergenza. Le autorità locali stanno ora valutando la stabilità del terreno e le condizioni degli immobili per capire se e quando sarà possibile il rientro delle famiglie nelle abitazioni.
Nessuna persona è rimasta ferita, ma la paura tra i residenti è stata molta. Il crollo improvviso del versante ha confermato la fragilità idrogeologica di alcune aree montane della Valtrompia, in particolare dopo periodi di forti piogge.
Sono in corso accertamenti tecnici per ricostruire le cause precise del cedimento e per pianificare eventuali interventi strutturali volti a garantire la sicurezza dell’intera zona. Nel frattempo, resta massima l’attenzione per il rischio di nuovi smottamenti in caso di maltempo.