Aerei sopra la Franciacorta: traffico continuo verso Orio al Serio

Frequenza elevata, rotte obbligate e rumore: i dati sui voli diretti a Bergamo

Dalle prime ore dell’alba fino a notte inoltrata, il cielo sopra la Franciacorta è attraversato da un flusso costante di aerei diretti all’aeroporto di Orio al Serio. Un traffico che segue quasi sempre un’unica direzione, quella verso Bergamo, e che interessa in modo particolare l’area compresa tra Cologne e Coccaglio, ai piedi del Monte Orfano. Per i residenti, il problema non è solo il rumore, ma soprattutto la frequenza dei sorvoli.

I numeri del traffico aereo sulla Franciacorta

A confermare la percezione di chi vive sotto le rotte non sono sensazioni, ma dati oggettivi. L’analisi dei transiti aerei mostra una media di un passaggio ogni 10 minuti, dalle 5 del mattino all’1 di notte. In termini giornalieri, ciò significa circa 120 aerei al giorno, con punte che superano anche i 160 voli.

La concentrazione di rotte su questa porzione del territorio bresciano è legata a ragioni orografiche e meteorologiche, che rendono la Franciacorta un vero e proprio corridoio obbligato di avvicinamento al terzo hub aeroportuale italiano.

L’aeroporto di Orio al Serio e la crescita dei voli

Lo scalo bergamasco, noto come “Caravaggio”, ha conosciuto negli ultimi anni una crescita esponenziale, anche grazie al ruolo centrale del vettore Ryanair. Nel 2025, il numero di passeggeri ha sfiorato i 17 milioni, collocando Orio al Serio al terzo posto in Italia, dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

L’aeroporto è operativo 24 ore su 24: se di notte il traffico diminuisce, voli cargo e ritardi fanno sì che l’attività non si fermi mai. Tra mezzanotte e le cinque, atterrano in media 7-8 aerei, circa uno ogni 40 minuti, rendendo il silenzio notturno un’eccezione.

Ritardi, voli notturni e cargo più rumorosi

Circa il 40% dei voli in arrivo registra ritardi, e di questi quasi il 9% atterra dopo le 22. In altre parole, un ritardo su dieci si verifica in orario notturno, quando l’impatto acustico è più percepibile. A questo si aggiunge il traffico cargo, spesso affidato a velivoli più datati, meno performanti sul piano della riduzione del rumore.

Un aeroporto “compresso” tra città e montagne

L’aeroporto di Orio al Serio presenta caratteristiche atipiche rispetto ad altri scali italiani. Sorge infatti in un’area ad altissima densità urbana, a meno di quattro chilometri dal centro storico di Bergamo. Questa vicinanza impone procedure di decollo complesse, studiate per proteggere la città ma che finiscono per spostare il carico sonoro sui comuni limitrofi.

A nord, le Prealpi rappresentano un limite naturale che impedisce rotte verso le montagne, costringendo tutto il traffico su un asse est-ovest. È qui che la Franciacorta diventa un “imbuto geografico”, dove gli aerei si allineano alla pista mentre sorvolano borghi e vigneti.

Le rotte di atterraggio e il ruolo del Monte Orfano

Grazie ai dati raccolti tramite la piattaforma FlightBeat, è possibile ricostruire con precisione le traiettorie di avvicinamento. Gli aerei diretti a Orio seguono rotte standard di arrivo (Star) e intercettano il sistema ILS della pista 28, la più utilizzata.

Sopra la Franciacorta, a circa 25 chilometri dalla pista, le quote oscillano tra i 4.000 e i 5.000 piedi (1.200-1.500 metri). La discesa sotto i 1.500 metri inizia proprio all’altezza del Monte Orfano e prosegue con un’inclinazione di circa 3 gradi fino all’atterraggio.

Tra procedure standard e variabili operative

I piloti non hanno libertà di scelta sulle rotte, che devono essere seguite secondo le procedure pubblicate e autorizzate dal controllo del traffico aereo di Milano. Tuttavia, condizioni meteo o esigenze di traffico possono portare a modifiche temporanee, come il vectoring, che accorcia le traiettorie ma rende meno prevedibile l’impatto acustico al suolo.

In caso di vento o maltempo, gli atterraggi possono essere dirottati sulla pista 10, liberando temporaneamente i cieli franciacortini.

I comuni più esposti al rumore

La combinazione di frequenza elevata, assenza di pause, concentrazione serale e qualità della flotta genera una pressione acustica significativa su comuni come Cologne, Coccaglio, Erbusco, Adro e Capriolo. In passato erano più colpiti Rovato e Passirano, ma le rotte sono cambiate nel tempo e possono essere nuovamente modificate in caso di superamento dei limiti di legge.

Le richieste dei residenti e le prospettive future

Tra le richieste avanzate dai residenti c’è quella di spostare più a ovest l’inizio della discesa, riducendo l’impatto del cosiddetto “atterraggio dolce”. Tuttavia, le procedure di sicurezza e l’orografia del territorio impongono vincoli stringenti: per mantenere un’inclinazione di 3 gradi, servono circa 28 chilometri di discesa, esattamente la distanza tra il Monte Orfano e Orio al Serio.

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