Grand Slam di Parigi, la bresciana Bellandi torna sul tetto del mondo

È con una prestazione di grande solidità che Alice Bellandi firma il suo ritorno ufficiale alle competizioni internazionali

È con una prestazione di grande solidità che Alice Bellandi firma il suo ritorno ufficiale alle competizioni internazionali, conquistando la medaglia d’oro al Grand Slam di Parigi. Sul tatami dell’Accor Arena di Bercy, la judoka azzurra si è imposta nella categoria -78 kg, brillando in uno dei tornei più prestigiosi del World Tour, capace di richiamare circa 500 atleti provenienti da 82 Paesi.

Il successo assume un valore particolare anche per il contesto tecnico della manifestazione, considerata per livello e densità di campioni paragonabile a un Campionato del Mondo. Tra i tredici italiani in gara, Bellandi — campionessa olimpica — ha saputo distinguersi fin dal primo incontro, tornando protagonista proprio su un tatami che in passato le aveva già regalato grandi soddisfazioni.

Il cammino dell’atleta bresciana prende il via nei sedicesimi di finale della Pool D contro la serba Jovana Stjepanovic. L’approccio è immediatamente incisivo: ritmo elevato, pressione continua e un waza-ari nei primi istanti del match. Dopo uno shido inflitto all’avversaria e due yuko consecutivi, l’azione decisiva vale l’ippon che chiude l’incontro nei tempi regolamentari.

Nei quarti di finale Bellandi si trova di fronte la tedesca Alina Boehm in un match particolarmente equilibrato. Uno shido per parte apre l’incontro, seguito dal secondo shido alla judoka tedesca per passività a pochi secondi dal termine. Il verdetto arriva al golden score, dove l’azzurra alza ulteriormente l’intensità, trova lo yuko decisivo e dimostra grande tenuta mentale.

La semifinale oppone Bellandi alla francese Liz Ngelebeiya, sostenuta dal pubblico di casa. Anche in questo caso la judoka italiana imposta il match con aggressività e controllo: dopo uno shido per entrambe e il secondo alla francese, Alice piazza lo yuko e gestisce con lucidità la fase a terra fino allo scadere, conquistando l’accesso alla finale.

Nell’atto conclusivo l’avversaria è Yelyzaveta Lytvynenko degli Emirati Arabi. Dopo una fase iniziale segnata da sanzioni, Bellandi costruisce l’incontro con pazienza e continuità. Il waza-ari arriva nel momento chiave e consente all’azzurra di portare la lotta a terra e amministrare il vantaggio fino al termine del tempo regolamentare.

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