San Faustino a Brescia è da sempre sinonimo di festa diffusa, centro storico gremito e locali protagonisti della convivialità cittadina. Quest’anno, però, la tradizionale Fiera dei Santi Faustino e Giovita si apre con una novità che ha suscitato malumori tra bar e ristoranti del cuore della città.
Mercoledì gli esercenti hanno ricevuto via pec una comunicazione ufficiale del Comune di Brescia che introduce, per la giornata del 15 febbraio, una serie di limitazioni straordinarie. Il provvedimento richiama il Regolamento di Polizia Urbana e la normativa vigente, sottolineando la necessità di evitare interferenze con il Piano di emergenza predisposto per la Fiera. In concreto, vengono vietate tutte le attività ulteriori rispetto al normale esercizio dell’attività commerciale.
Il divieto riguarda in particolare la preparazione e la somministrazione di alimenti all’esterno dei locali, l’utilizzo di casse acustiche rivolte verso l’esterno, l’organizzazione di dj set o musica dal vivo e il rilascio di licenze temporanee di pubblico spettacolo. Misure che, secondo molti operatori, rappresentano una novità assoluta per una ricorrenza che negli anni ha sempre visto un coinvolgimento attivo degli esercizi pubblici.
«Non ricordiamo precedenti simili – racconta un esercente del centro storico –. San Faustino è sempre stato un giorno in cui anche i locali contribuivano al clima di festa». Il senso di delusione è condiviso da diversi titolari, che parlano di una decisione inattesa. «Sembra paradossale che proprio nella festa della città non sia possibile festeggiare – spiega un altro ristoratore –. Non si trattava di grandi eventi, ma di musica, accoglienza e convivialità».
Dalle verifiche effettuate sugli atti degli anni passati, non risultano provvedimenti così espliciti e generalizzati nei confronti dei pubblici esercizi in occasione della Fiera patronale. Proprio l’assenza di precedenti alimenta il senso di spaesamento tra gli operatori, che avrebbero preferito un confronto preventivo prima dell’introduzione delle nuove regole.
Il Comune motiva la scelta con esigenze organizzative e di sicurezza legate al Piano di emergenza della manifestazione, che richiama la necessità di mantenere libere le vie di accesso e di evitare situazioni potenzialmente critiche in caso di interventi dei soccorsi. Tuttavia, per molti commercianti, la comunicazione arrivata a pochi giorni dall’evento ha lasciato poco margine di dialogo.
Nonostante le restrizioni, i locali confermano che resteranno aperti regolarmente. «Faremo il nostro lavoro con professionalità – spiegano –. Accoglieremo le persone e cercheremo di rendere comunque piacevole la giornata». Resta però l’amarezza per non poter contribuire pienamente a quella che, per tradizione, è sempre stata una festa collettiva capace di coinvolgere l’intera città.
San Faustino non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma un appuntamento identitario per Brescia, una giornata in cui il centro storico si trasforma in un grande spazio condiviso tra bancarelle, incontri e momenti di socialità. Le limitazioni introdotte quest’anno aprono così una riflessione più ampia sull’equilibrio tra sicurezza, organizzazione e partecipazione, in un evento che rappresenta uno dei simboli più radicati della comunità bresciana.