Sono tornate a manifestare contro la guerra le “Donne in cammino per la pace”, il gruppo che da alcuni anni anima iniziative pubbliche caratterizzate da un simbolo preciso: abiti neri e uno straccio bianco legato al braccio. Il ritrovo è avvenuto alle 9.30 nel piazzale della stazione ferroviaria, punto di partenza di un corteo silenzioso diretto verso il centro cittadino.
Da lì la manifestazione si è snodata lungo un percorso che ha attraversato alcune delle principali vie urbane: corso Martiri della Libertà, corso Palestro, corso Zanardelli, via Mazzini e via Trieste, fino a concludersi in piazza Paolo VI. Una marcia composta, senza slogan gridati, ma con una presenza simbolica forte e riconoscibile.
Le partecipanti hanno ribadito le ragioni della mobilitazione in un comunicato diffuso in occasione dell’iniziativa. “Siamo corpi di donne, di madri e di figlie in silenzio, ma non arrese di fronte alle guerre, alle violenze, alla prepotenza e alla distruzione”, si legge nella nota, che richiama la necessità di una presa di posizione pubblica contro i conflitti in corso e contro ogni forma di sopraffazione.
Il messaggio del gruppo insiste sull’importanza di sottrarsi, come spiegano le promotrici, a quella che definiscono una “babele di parole bugiarde” capace di minare la convivenza civile e la stessa sopravvivenza in pace e democrazia. Secondo le manifestanti, è necessario portare nello spazio pubblico “corpi, pensieri e azioni di convivenza pacifica”, per riaffermare il valore universale della pace.
Il corteo si è svolto senza tensioni, attraversando il centro in una mattinata segnata da una partecipazione raccolta e determinata. Le “Donne in cammino per la pace” hanno scelto ancora una volta il silenzio come forma espressiva, contrapponendolo al rumore dei conflitti e alla violenza che, nel loro messaggio, viene descritta come un elemento che pregiudica la speranza di un futuro condiviso.
Nel comunicato, il gruppo sottolinea che vivere con amore e in pace rappresenta un bisogno vitale per tutti gli esseri umani, mentre vivere sotto la minaccia dell’odio e della violenza genera sofferenza e incertezza. La manifestazione si inserisce in un percorso avviato da anni, con iniziative periodiche che intendono mantenere alta l’attenzione sul tema della pace, coinvolgendo la cittadinanza attraverso gesti simbolici e presenze visibili nello spazio urbano.
L’arrivo in piazza Paolo VI ha segnato il momento conclusivo della marcia, con un nuovo richiamo alla responsabilità collettiva nel costruire relazioni fondate sulla convivenza e sul rispetto reciproco. L’iniziativa conferma la volontà del gruppo di continuare a presidiare il dibattito pubblico con azioni non violente e partecipate.