Dopo due esercizi in flessione, l’industria manifatturiera di Brescia torna a mostrare segnali di vitalità. Nel 2025 la produzione registra un incremento dello 0,8%, invertendo la tendenza negativa del biennio precedente (-0,2% nel 2023 e -1,3% nel 2024). Si tratta del miglior risultato dal 2018, se si esclude il rimbalzo legato alla fase post-pandemica.
A certificare il cambio di passo è l’indagine del Centro Studi di Confindustria Brescia, che evidenzia un rafforzamento nel quarto trimestre: +2,3% rispetto al periodo precedente e +3,8% su base annua. Un’accelerazione che consolida il recupero avviato nel corso dell’anno.
L’analisi per comparti mostra una crescita diffusa, con alcune performance particolarmente dinamiche. In primo piano il sistema moda (+3,9%), seguito da chimica, gomma e plastica (+3,2%) e meccanica (+2,9%). In controtendenza il settore alimentare, che chiude con una contrazione del 3,8%.
Anche sul fronte dimensionale il segnale è positivo per tutte le classi di impresa. Le grandi aziende guidano la ripresa con un +5,3%, seguite dalle piccole (+3,3%), dalle medie (+1,2%) e dalle micro (+0,8%). Un dato che conferma come la crescita, pur moderata, sia distribuita lungo l’intero tessuto produttivo provinciale.
Il fatturato complessivo si mantiene sostanzialmente stabile. Sul mercato interno, il 32% delle imprese segnala un aumento delle vendite, il 52% indica una situazione invariata e il 16% rileva una diminuzione. Una dinamica simile si osserva anche sui mercati esteri, dove prevale la stabilità.
Positivo anche il quadro relativo alla capacità produttiva: il 55% delle aziende non evidenzia ostacoli alla produzione. Limitato il ricorso alla cassa integrazione, che coinvolge il 9% delle imprese e incide solo per l’1,4% sul totale delle ore lavorabili.