Manifattura bresciana in ripresa moderata nel 2025

Cresce la produzione dopo due anni di calo, trainano grandi e piccole imprese. Settore moda e chimica i più dinamici, mentre l’alimentare registra un calo.

Dopo due anni di contrazione, l’industria manifatturiera di Brescia ha registrato nel 2025 una crescita moderata dello 0,8% della produzione, segnando un’inversione di tendenza e il miglior risultato dal 2018, escluso il rimbalzo post-pandemia. Il quarto trimestre ha confermato il recupero, con incrementi congiunturali del +2,3% e tendenziali del +3,8%, secondo l’indagine del Centro Studi di Confindustria Brescia.

La crescita ha interessato tutte le classi dimensionali: le grandi imprese hanno registrato un +5,3%, le piccole un +3,3%, le medie un +1,2% e le micro imprese un +0,8%. Tra i settori più dinamici emergono il sistema moda (+3,9%), chimica, gomma e plastica (+3,2%) e meccanica (+2,9%), mentre l’alimentare mostra un calo del 3,8%.

Il fatturato delle aziende resta stabile, con il 32% delle imprese che registra un aumento delle vendite in Italia, il 52% stabile e il 16% in diminuzione. Anche sui mercati esteri prevale la stabilità e oltre la metà delle aziende (55%) non segnala ostacoli alla produzione. Limitato il ricorso alla cassa integrazione, che riguarda il 9% delle imprese e solo l’1,4% delle ore lavorabili.

Il commento del presidente Streparava
Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, sottolinea che «i numeri positivi vanno letti con prudenza». Il Made in Brescia ha beneficiato della stabilizzazione dell’industria a livello globale, con l’indice PMI di Markit in zona positiva a dicembre 2025 per il quinto mese consecutivo. Tuttavia, permangono fattori di rallentamento, tra cui la debolezza della Germania, il nodo del comparto Automotive, le politiche protezionistiche USA e la svalutazione del dollaro, oltre alla volatilità dei mercati energetici che penalizza i settori più energy-intensive.

Streparava evidenzia che le previsioni per i prossimi mesi sono moderatamente incoraggianti, indicando un lento processo di normalizzazione per le imprese locali. Al tempo stesso, rimarca la necessità urgente di una politica industriale concreta a tutela della competitività, sottolineando come le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, pur apprezzabili, non siano sufficienti a garantire interventi immediati per sostenere l’industria europea e bresciana.

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