L’accordo sul pedaggio della Corda Molle rischia di arenarsi prima ancora della sua entrata in vigore. La decisione della Provincia di Brescia di esonerare 22 Comuni dal pagamento del ticket ha acceso un acceso confronto politico e istituzionale, con sedici sindaci già pronti a dare battaglia. E l’elenco dei contrari potrebbe allungarsi nelle prossime ore.
Il nodo centrale riguarda il criterio adottato per individuare i territori beneficiari dell’esenzione. Secondo i primi cittadini esclusi, la scelta avrebbe creato una disparità tra Comuni “di serie A” e “di serie B”, penalizzando aree che, pur confinanti con la direttrice Montichiari-Ospitaletto, non rientrano nell’elenco degli esentati.
Tra le voci più critiche c’è quella di Patrizia Turelli, sindaca di Castegnato, che non esclude un ricorso al Tar qualora lo scenario non dovesse cambiare. La prima cittadina contesta la mancata uniformità del provvedimento e richiama le precedenti dichiarazioni sulla gratuità del tracciato. «Non esistono Comuni di serie A e di serie B», sottolinea, evidenziando come la decisione sia stata presa senza disporre di dati certi sui flussi di traffico. Secondo Turelli, una soluzione più equa sarebbe stata applicare una riduzione percentuale per tutti i bresciani oppure prevedere il pagamento generalizzato per tutti gli utenti, evitando trattamenti differenziati.
La sindaca mette inoltre in evidenza possibili ripercussioni sul traffico e sull’ambiente. Il rischio, secondo la sua analisi, è che i mezzi pesanti evitino il pedaggio riversandosi sulla viabilità ordinaria, con conseguente aumento dell’inquinamento e congestione delle strade secondarie. Allo stesso tempo, i costi sostenuti dai trasportatori potrebbero tradursi in rincari per i consumatori finali.
Anche Rosa Vitale, sindaca di Rodengo Saiano e prima firmataria della lettera inviata al Broletto, esprime perplessità sulla gratuità basata sulla residenza e sullo sconto del 50% previsto per Brescia. Per Vitale, la frequenza di utilizzo della Corda Molle nei Comuni della Franciacorta e della Bassa sarebbe ben superiore rispetto a quella del capoluogo, rendendo discutibile la distribuzione delle agevolazioni.
Il tema dei dati sul traffico rappresenta un altro punto critico. Da due anni si discute dell’introduzione del pedaggio e, secondo quanto riferito dai sindaci, le informazioni sui transiti sarebbero ancora incomplete. Senza numeri certi, viene sostenuto, risulta difficile stimare con precisione i costi e valutare la congruità dello stanziamento provinciale di un milione e mezzo di euro.
Al momento hanno sottoscritto la richiesta di incontro, oltre a Rodengo Saiano, anche Castegnato, Gussago, Nuvolera, Paitone, Gavardo, Rezzato, Nuvolento, Mazzano, Botticino, Dello, Longhena, Trenzano, Orzivecchi, Calcinato e Bedizzole. Tuttavia, altri amministratori starebbero valutando di aderire all’iniziativa, alla luce delle lamentele ricevute dai cittadini.
Anche il sindaco di Rezzato, Luca Reboldi, chiede chiarimenti sui criteri adottati. La vicinanza di alcuni Comuni esclusi agli accessi della bretella alimenta interrogativi sull’inserimento di altri territori tra gli esentati, come nel caso di Passirano e Paderno.
Il confronto istituzionale appare dunque destinato a intensificarsi nelle prossime settimane. Con l’entrata in vigore del pedaggio fissata a breve, la questione della Corda Molle si trasforma in un caso politico che coinvolge amministrazioni locali, Provincia e concessionario, in attesa di dati ufficiali e possibili correttivi.