La Corda Molle, il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, diventa terreno di confronto politico nel question time alla Camera. Dal 1° marzo entrerà in vigore il pedaggio, ma per i residenti di 23 Comuni situati entro due chilometri dal tracciato – compresa Brescia – sono previste agevolazioni che, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, resteranno valide fino al 2043.
Il ministro ha annunciato uno sconto del 50% sul pedaggio per i residenti, misura già inserita nel piano economico-finanziario del Mit. A questa riduzione si aggiungerà la copertura del restante 50% da parte della Provincia, che si è impegnata a stipulare una convenzione con Autovia Padana. In questo modo, per gli abitanti dei Comuni interessati, il transito sulla Corda Molle resterà di fatto gratuito.
La convenzione, ha spiegato Salvini, avrà una durata iniziale di un anno, con possibilità di proroga dopo una verifica sui dati di traffico. L’attuazione definitiva dipenderà dalla formalizzazione dell’accordo tra Provincia e concessionaria.
Il nodo del pedaggio
Il contratto di concessione della Corda Molle risale al 2017. Secondo il ministro, l’introduzione del pedaggio era già prevista dall’accordo firmato durante il mandato dell’allora ministro Graziano Del Rio. Salvini ha ribadito di essersi attivato fin dal suo insediamento per superare l’impostazione originaria, sottolineando che il raccordo rappresenta un’arteria strategica priva di alternative reali per molti residenti.
“La Corda Molle non è una strada qualunque”, ha affermato, evidenziando come per numerosi cittadini si tratti dell’unico collegamento praticabile. Le agevolazioni concesse ai residenti, ha aggiunto, non costituirebbero un privilegio ma una misura di equità.
Le critiche dell’opposizione
Di diverso avviso Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera, che ha contestato la ricostruzione del ministro. Benzoni ha ricordato come in più occasioni Salvini avesse dichiarato che il pedaggio non sarebbe entrato in vigore durante il suo mandato, mentre dal 1° marzo il pagamento diventerà operativo.
Nel suo intervento, il parlamentare ha inoltre richiamato una lettera del 7 settembre 2005 dell’allora ministro Pietro Lunardi, sostenendo che l’ipotesi di pedaggiamento fosse già stata prevista in quella fase e non introdotta successivamente.
Al centro delle critiche vi è anche l’ambito delle esenzioni. Pur riconoscendo la gratuità temporanea per i residenti dei 23 Comuni, Benzoni ha sottolineato come restino esclusi aziende, lavoratori e artigiani che percorrono quotidianamente il raccordo per motivi professionali. Una categoria che, secondo l’esponente di Azione, non avrebbe valide alternative viarie senza tornare a congestionare i centri storici che la Corda Molle era nata per alleggerire.
Il tema riguarda anche altri Comuni situati nel raggio dell’infrastruttura, i cui pendolari non rientrerebbero nelle agevolazioni previste. Secondo quanto riferito, 16 enti locali avrebbero già annunciato ricorso contro il provvedimento.
Agevolazioni fino al 2043
Nonostante le polemiche, il ministero ha confermato che le misure di sconto per i residenti sono integrate nel piano economico-finanziario fino al 2043. La gratuità effettiva per gli abitanti dei territori interessati dipenderà dalla copertura garantita dalla Provincia, che dovrà formalizzare la convenzione con il concessionario.
Il dibattito resta aperto tra esigenze di sostenibilità economica dell’infrastruttura e tutela dei cittadini e delle attività produttive coinvolte. Con l’entrata in vigore del pedaggio dal 1° marzo, la Corda Molle si prepara così a una nuova fase, accompagnata da agevolazioni strutturate ma anche da un confronto politico ancora acceso.