La comunità dell’alto Garda è sotto shock per la tragedia avvenuta nella mattinata di martedì 3 marzo nei boschi di Tignale. A perdere la vita è stato Giorgio Demonti, 48 anni, volto noto in paese e gestore del ristorante “Il Calderone” di via Trento, a Gardola, dove abitava al piano superiore del locale.
Secondo le prime informazioni diffuse dall’Areu, l’Agenzia regionale emergenza urgenza, l’uomo sarebbe stato colpito da un albero mentre stava effettuando operazioni di taglio in località Fornaci. L’allarme è scattato intorno alle 11.15, quando è stata attivata la macchina dei soccorsi, ma per il 48enne non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del soccorso alpino, i vigili del fuoco, l’elisoccorso e le forze dell’ordine. Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse anche a causa della zona boschiva in cui si è verificato l’incidente. Nonostante la rapidità dell’intervento, i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso dell’uomo.
Restano ancora da chiarire con precisione le circostanze dell’accaduto. Sono in corso tutti gli accertamenti per stabilire l’esatta dinamica e verificare se si sia trattato di un infortunio sul lavoro oppure di un’attività svolta in ambito privato. Al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali sulle cause che hanno portato al tragico evento.
La notizia si è rapidamente diffusa in paese, dove Demonti era molto conosciuto e stimato. Con il suo ristorante rappresentava un punto di riferimento per residenti e turisti, contribuendo alla vita sociale ed economica della frazione di Gardola. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo in tutta la comunità.
Giorgio Demonti lascia la compagna e due figli in età scolastica, ai quali in queste ore si stringono amici, conoscenti e clienti abituali del locale. Il comprensorio alto gardesano si è raccolto nel dolore per una perdita che ha colpito non solo una famiglia, ma un intero territorio.
Le autorità proseguono nel lavoro di ricostruzione dei fatti per fare piena luce sull’accaduto. Nel frattempo, il cordoglio della comunità testimonia quanto il 48enne fosse radicato e apprezzato nel tessuto locale, sia come imprenditore sia come persona.