Evasione fiscale, sequestrati beni per oltre 2,5 milioni a imprenditore

Tra i beni confiscati anche una villa sul lago di Garda con piscina e campi da tennis e diverse proprietà immobiliari nel Veronese

Beni per un valore complessivo di oltre 2,5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore veronese condannato in via definitiva per evasione fiscale. L’operazione è stata eseguita dai militari della compagnia di Cittadella, in provincia di Padova, su delega della Procura generale presso la Corte d’appello di Venezia.

Il provvedimento riguarda sette immobili situati nella provincia di Verona, oltre a due autovetture di lusso. Tra i beni sottoposti a sequestro spicca una grande villa in costruzione nel comune di Bardolino, sul lago di Garda, dotata di piscina e campi da tennis. Tra le proprietà confiscate figura anche un altro immobile di pregio situato nel territorio di Sona.

Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni beni risultavano formalmente intestati alla moglie e alla madre dell’imprenditore, ma sono stati comunque ricondotti alla sua disponibilità economica. Il provvedimento di sequestro è stato eseguito a seguito della condanna definitiva dell’uomo.

L’imprenditore, amministratore di una società attiva nel settore del commercio di abbigliamento nella provincia di Padova, è stato ritenuto responsabile di gravi violazioni fiscali legate al mancato pagamento delle imposte.

La sentenza definitiva ha stabilito una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per evasione fiscale. L’inchiesta aveva accertato un’evasione di imposta superiore ai tre milioni di euro, legata agli obblighi tributari non rispettati dalla società gestita dall’imprenditore.

La prima decisione del tribunale era stata pronunciata il 6 dicembre 2023. In quella fase l’importo della confisca era stato ridotto a causa della prescrizione di due annualità fiscali contestate. Con la conclusione definitiva del procedimento giudiziario, la Guardia di Finanza ha quindi potuto procedere all’esecuzione del provvedimento ablativo, rendendo effettivo il sequestro dei beni.

L’operazione si è conclusa con la trasmissione della documentazione all’Agenzia del Demanio, che gestirà i beni confiscati secondo le procedure previste dalla normativa.

Secondo quanto sottolineato dalle Fiamme Gialle in una nota ufficiale, l’intervento rappresenta un ulteriore esempio dell’attività di contrasto ai reati fiscali e agli illeciti economici che danneggiano le entrate dello Stato. L’azione di recupero dei beni, infatti, mira a colpire direttamente i patrimoni accumulati attraverso comportamenti illegali.

Le autorità evidenziano inoltre come queste operazioni abbiano lo scopo di tutelare il sistema economico e le imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando fenomeni di concorrenza sleale derivanti dall’evasione fiscale.

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