Il confronto sul pedaggio della Corda Molle entra in una fase decisiva. Il 12 marzo la Provincia incontrerà i sindaci dei Comuni esclusi dalle agevolazioni sul ticket, dopo settimane di tensioni e richieste di chiarimento sul futuro delle esenzioni per i cittadini.
La riunione arriva al termine di un pressing crescente da parte delle amministrazioni locali, che chiedono una soluzione condivisa su una questione che riguarda direttamente la mobilità e l’economia del territorio bresciano. Al centro del dibattito c’è il sistema di sconti e gratuità previsto per l’utilizzo della bretella autostradale collegata alla A21.
A riaccendere la polemica sono state le recenti dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto nei giorni scorsi durante una visita ai cantieri delle grandi opere nel Bresciano. Il ministro ha infatti ricordato che eventuali esenzioni per i Comuni attualmente esclusi potrebbero essere concesse soltanto se gli stessi enti locali contribuiranno economicamente a coprire il mancato gettito per la concessionaria Autovia Padana.
Le parole del ministro hanno provocato una reazione immediata da parte dei sindaci interessati. Molti amministratori locali ritengono infatti impossibile sostenere nuovi oneri economici, soprattutto in un periodo in cui i bilanci comunali sono già sotto forte pressione.
Tra le voci più critiche c’è quella di Rosa Vitale, sindaca di Rodengo, che sottolinea le difficoltà economiche degli enti locali. Secondo la prima cittadina, i Comuni stanno già affrontando importanti spese per sostenere famiglie, anziani e studenti, e non dispongono delle risorse necessarie per contribuire a finanziare le agevolazioni sui pedaggi.
Una posizione condivisa anche da Fabrizio Scuri, sindaco di Cazzago, secondo cui chiedere ai Comuni di coprire i costi dell’esenzione significherebbe inevitabilmente dover aumentare le tasse locali, con il rischio di far ricadere su tutti i cittadini un costo che riguarda soltanto gli utenti della bretella autostradale.
Critiche arrivano anche dal sindaco di Gussago Giovanni Coccoli, che parla di una gestione poco chiara e poco coordinata della vicenda. Per l’amministratore, non è accettabile che problemi generati da decisioni prese a livelli istituzionali superiori vengano poi scaricati sui bilanci comunali, già gravati da vincoli e responsabilità sempre più pesanti.
Sulla stessa linea si colloca il vicesindaco di Borgosatollo Marco Frusca, che ribadisce come i Comuni non abbiano intenzione né possibilità di sostenere economicamente eventuali esenzioni o sconti sui pedaggi. Secondo l’amministratore, la questione avrebbe dovuto essere affrontata con un maggiore coinvolgimento preventivo degli enti locali.
Anche i piccoli centri esprimono preoccupazione. Il sindaco di Ome, Alberto Vanoglio, sottolinea come per i comuni di dimensioni ridotte sia particolarmente difficile reperire nuove risorse, mentre Patrizia Turelli, sindaca di Castegnato, evidenzia le difficoltà già affrontate dalle amministrazioni per garantire i servizi essenziali ai cittadini.
In questo contesto la Provincia viene considerata il principale punto di riferimento per trovare una soluzione condivisa. Il tavolo del 12 marzo dovrà quindi chiarire il futuro delle agevolazioni sulla Corda Molle, cercando di mediare tra le richieste dei territori e le esigenze economiche della concessionaria autostradale.
Nel frattempo alcuni amministratori ricordano che una parte degli sconti è già stata garantita nel lungo periodo. Renato Pasinetti, sindaco di Travagliato e rappresentante dei Comuni al tavolo di monitoraggio provinciale, ha ricordato che lo sconto del 50% per i cittadini dei 23 Comuni interessati, compresa Brescia, resterà in vigore fino al 2043.
Il prossimo incontro istituzionale rappresenterà quindi un passaggio cruciale per definire il futuro del sistema di agevolazioni sulla Corda Molle, una infrastruttura strategica per la viabilità dell’area bresciana e per i collegamenti tra la rete autostradale e il territorio.