Cane trovato morto nel fiume a Brescia con una pietra al collo

Il ritrovamento nel quartiere San Bartolomeo: indagini in corso dopo la diffusione di un video che mostrerebbe il cane ucciso e gettato nel torrente

Polizia

Un nuovo episodio di crudeltà verso gli animali ha scosso la città di Brescia. Nel quartiere San Bartolomeo è stato ritrovato il corpo senza vita di un cane nel torrente, con una pietra legata al collo. Un dettaglio che fa ipotizzare un gesto volontario e particolarmente violento.

Il ritrovamento è stato segnalato nella zona di via Ferrini, nei pressi di via Stretta, dove alcuni cittadini hanno notato il corpo dell’animale nell’acqua. La segnalazione è comparsa anche sui social, con un messaggio pubblicato da alcuni residenti nella speranza di individuare i proprietari del cane e permettere loro di recuperarlo.

Secondo le prime informazioni, l’animale sarebbe un cane di taglia medio-piccola, del peso stimato tra i 10 e i 15 chilogrammi e dal pelo bianco. Chi ha segnalato il caso ha ipotizzato che il corpo potesse trovarsi nel torrente già da alcuni giorni.

In un primo momento il ritrovamento poteva sembrare un incidente o un episodio legato a un abbandono. Tuttavia, ulteriori elementi emersi successivamente hanno cambiato il quadro della situazione. Un video, che nelle ultime ore ha iniziato a circolare rapidamente sui social network, mostrerebbe il cane con una pietra legata al collo, dettaglio che fa pensare a un gesto deliberato.

Il filmato, diventato virale in breve tempo e condiviso anche fuori dalla provincia di Brescia, ha suscitato forte indignazione tra cittadini e associazioni animaliste, riaccendendo l’attenzione sul tema dei maltrattamenti sugli animali.

Sull’accaduto sono state avviate verifiche e approfondimenti da parte delle forze dell’ordine, che stanno cercando di ricostruire con precisione quanto successo. Gli investigatori stanno valutando tutte le informazioni disponibili per accertare eventuali responsabilità e capire chi possa aver compiuto il gesto.

La vicenda arriva a poche ore di distanza da un altro episodio che ha colpito l’opinione pubblica, quello del barboncino Aaron, rapito da alcuni ladri e poi gettato da un’auto in corsa. Due casi ravvicinati che hanno alimentato il dibattito sulla tutela degli animali e sulla necessità di contrastare con decisione i maltrattamenti.

Il caso del cane ritrovato nel torrente ha suscitato numerose reazioni anche da parte di esponenti del mondo animalista. Tra gli interventi pubblici c’è quello di Maurizio Lombardi Leonardi, noto per il suo impegno su questi temi, che ha commentato duramente quanto accaduto.

Secondo Lombardi Leonardi, l’episodio rappresenterebbe un atto di violenza particolarmente grave, sottolineando come il modo in cui una società tratta gli animali sia spesso considerato un indicatore del livello di civiltà.

Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sulle indagini. Le autorità stanno cercando di chiarire le circostanze della morte dell’animale e verificare se vi siano elementi utili per individuare eventuali responsabili.

Il caso ha riportato al centro dell’attenzione il tema del maltrattamento e dell’abbandono degli animali, fenomeni che continuano a verificarsi nonostante le normative che prevedono sanzioni penali per chi compie atti di violenza nei confronti degli animali.

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