Gas esilarante, divieto anche a Sarezzo e Villa Carcina

Dopo Gardone Val Trompia nuove ordinanze contro l’uso del protossido d’azoto nei luoghi pubblici frequentati dai giovani

Il fenomeno dello “sballo facile” legato al gas esilarante continua a preoccupare le amministrazioni locali della Val Trompia. Dopo il provvedimento adottato nelle scorse settimane a Gardone Val Trompia, anche i Comuni di Sarezzo e Villa Carcina hanno introdotto un divieto sull’uso e la detenzione del protossido d’azoto negli spazi pubblici.

Le nuove ordinanze rappresentano un tentativo di contrastare una pratica sempre più diffusa tra adolescenti e giovani adulti. Il protossido di azoto, noto come gas esilarante, viene infatti utilizzato impropriamente per ottenere una breve sensazione di euforia attraverso l’inalazione della sostanza.

Il primo intervento era arrivato a Gardone Val Trompia, dove il sindaco Giuliano Brunori aveva firmato un’ordinanza per vietare l’utilizzo del gas in luoghi pubblici e nelle aree vicine agli istituti scolastici. La decisione era stata presa dopo diverse segnalazioni raccolte dalla Polizia Locale, che durante i controlli aveva individuato numerose bombole di protossido d’azoto e palloncini abbandonati, strumenti comunemente utilizzati per assumere la sostanza.

Negli ultimi giorni anche le amministrazioni di Sarezzo, guidata dalla sindaca Valentina Pedrali, e di Villa Carcina, amministrata dal sindaco Moris Cadei, hanno deciso di adottare provvedimenti simili. L’obiettivo è prevenire la diffusione del fenomeno e limitare l’utilizzo del gas nei luoghi pubblici frequentati dai giovani.

Le decisioni sono maturate dopo la comparsa di segnali sempre più evidenti della diffusione della pratica sul territorio. Bombole e resti di palloncini sono stati rinvenuti in parchi, parcheggi e aree di ritrovo, luoghi frequentati soprattutto nelle ore serali da gruppi di ragazzi.

Il fenomeno è conosciuto con il nome di “balloons”, una modalità di consumo che consiste nell’inalare il gas contenuto nelle piccole bombole attraverso un palloncino. Gli effetti della sostanza sono quasi immediati, provocando una sensazione temporanea di euforia e alterazione.

Proprio la rapidità dell’effetto rappresenta uno degli aspetti più critici. La durata molto breve dello stato di euforia spinge spesso a ripetere l’inalazione più volte in un breve periodo, aumentando i rischi per la salute. L’uso improprio del protossido di azoto può infatti provocare conseguenze anche gravi, soprattutto se assunto in modo ripetuto o in quantità elevate.

Le amministrazioni comunali hanno precisato che le ordinanze rappresentano uno strumento di prevenzione, pur nella consapevolezza che da sole non possano eliminare completamente il fenomeno. L’obiettivo è soprattutto quello di limitare l’utilizzo della sostanza negli spazi pubblici e di richiamare l’attenzione della comunità sui rischi connessi.

Il tema del gas esilarante è diventato negli ultimi anni sempre più presente nel dibattito pubblico, anche a causa della crescente diffusione tra i giovani e della facilità con cui le bombole possono essere reperite sul mercato.

Per questo motivo i Comuni coinvolti intendono affiancare ai divieti anche iniziative di informazione e sensibilizzazione, coinvolgendo scuole, famiglie e realtà educative del territorio. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’uso improprio del protossido di azoto.

Le ordinanze adottate in Val Trompia rappresentano quindi un primo passo per contenere il fenomeno, cercando di prevenire comportamenti pericolosi tra i più giovani e promuovere un’azione educativa condivisa all’interno della comunità.

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