Pedaggio Corda Molle: 32 Comuni chiedono correttivi

Incontro in Provincia a Brescia dopo l’introduzione del pagamento: sindaci e amministratori chiedono agevolazioni più eque per residenti e lavoratori.

A pochi giorni dall’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle, scattato il 1° marzo, cresce il confronto tra istituzioni e territori interessati. Trentadue Comuni della provincia di Brescia hanno infatti chiesto un incontro con la Provincia per discutere gli effetti della nuova misura e valutare possibili modifiche. Il tavolo si è svolto giovedì 12 marzo a Palazzo Broletto, sede dell’amministrazione provinciale.

All’incontro hanno partecipato diversi amministratori locali insieme ai vertici della Provincia. Per il Broletto erano presenti il presidente Emanuele Moraschini, il vicepresidente Fabio Rolfi, il consigliere delegato alle Strade Paolo Fontana e la dirigente del settore Strade Pierpaola Archini. L’obiettivo della riunione è stato quello di avviare un percorso di confronto con il territorio per affrontare le criticità emerse dopo l’avvio del pedaggio.

Durante il confronto è stato chiarito un aspetto fondamentale: la Provincia non è proprietaria della Corda Molle e non ha realizzato l’infrastruttura, né ha competenze dirette nel garantire la gratuità dei passaggi. Nonostante questo, negli ultimi due anni l’ente provinciale ha promosso diversi tavoli di dialogo con amministratori e realtà locali per cercare soluzioni condivise.

Uno dei principali timori riguarda infatti il possibile aumento del traffico nei centri abitati vicini alla tratta, nel caso in cui molti automobilisti decidano di evitare il pedaggio utilizzando la viabilità ordinaria.

Nel corso dell’incontro è stato illustrato anche il metodo utilizzato da Autovia Padana e dal Ministero delle Infrastrutture per individuare i ventidue Comuni i cui residenti possono beneficiare della gratuità del pedaggio. La selezione si basa su uno studio dei flussi di traffico realizzato attraverso l’analisi dei movimenti delle celle telefoniche nell’area interessata, che ha evidenziato una maggiore presenza di utenti provenienti da territori situati entro un raggio di circa due chilometri dal tracciato.

Per i Comuni più distanti, invece, è stata valutata anche la disponibilità di percorsi alternativi, in particolare lungo la Sp668 Lenese e la Tangenziale Sud di Brescia. Tra i territori presi in considerazione figurano anche Castegnato e Calcinato, che pur rientrando nelle analisi dispongono comunque di collegamenti alternativi alla Corda Molle.

Le proteste nate dopo l’entrata in vigore del pedaggio hanno però spinto molti amministratori locali a chiedere una revisione dei criteri adottati. Trenta sindaci hanno consegnato al presidente Moraschini una lettera ufficiale, chiedendo che eventuali agevolazioni non siano basate esclusivamente sulla residenza.

Secondo i primi cittadini, infatti, il sistema dovrebbe tenere conto anche di chi utilizza la strada per motivi professionali. In particolare sono stati citati pendolari, imprese, autotrasportatori e realtà del terzo settore, categorie che utilizzano la Corda Molle quotidianamente per spostamenti legati al lavoro.

Un altro punto sollevato riguarda il piano finanziario della tratta, che secondo i sindaci dovrebbe considerare anche i dati di traffico registrati prima dell’introduzione del pedaggio il 1° marzo 2026.

Nel frattempo la Provincia ha deciso di proseguire il dialogo con il territorio e ha avviato nuovi monitoraggi sui flussi reali di traffico dopo l’attivazione del pagamento. I primi risultati di queste analisi sono attesi già nei prossimi giorni.

I dati raccolti saranno esaminati anche con il supporto di due docenti universitari, chiamati a collaborare per valutare l’impatto della misura e individuare eventuali correttivi al sistema.

Il presidente Moraschini ha inoltre accolto la richiesta dei sindaci di allargare il tavolo tecnico già esistente, includendo anche i Comuni attualmente esclusi dalle agevolazioni. Saranno ora gli stessi amministratori locali a individuare alcuni portavoce che rappresenteranno le istanze del territorio nel confronto con le istituzioni e con il gestore dell’infrastruttura.

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