A2A chiude il 2025 con risultati economici contrastanti ma complessivamente solidi, confermando il proprio ruolo nel panorama energetico nazionale. I ricavi adjusted hanno raggiunto quota 14 miliardi di euro, segnando un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, trainati in particolare dal consolidamento della società Duereti e dall’aumento dei volumi di energia elettrica venduti.
Nonostante la crescita del fatturato, l’utile netto adjusted si attesta a 686 milioni di euro, in calo del 16%, evidenziando un contesto ancora complesso per il settore. Anche il margine operativo lordo adjusted (Ebitda) registra una flessione del 4%, fermandosi a 2,2 miliardi di euro. Questo risultato è stato influenzato principalmente dalla normalizzazione della produzione idroelettrica rispetto ai livelli più elevati registrati in precedenza. Tuttavia, al netto di questo fattore, l’Ebitda mostra una crescita del 4%, segnalando una buona tenuta delle attività operative.
Sul fronte degli investimenti, il gruppo ha confermato una strategia espansiva. Nel corso del 2025 sono stati investiti 1,7 miliardi di euro, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, di cui circa 1 miliardo destinato a progetti di sviluppo. Le risorse sono state indirizzate principalmente verso il potenziamento e l’efficientamento delle reti di distribuzione elettrica, l’incremento della flessibilità degli impianti di generazione e lo sviluppo delle attività legate all’economia circolare. Un dato rilevante riguarda la sostenibilità: circa il 70% degli investimenti risulta allineato ai criteri della tassonomia europea.
Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione ha deliberato la proposta di un dividendo pari a 0,104 euro per azione, per un valore complessivo di circa 325 milioni di euro. Si tratta di un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, confermando una politica di distribuzione stabile e in crescita. Per il Comune di Brescia, azionista insieme al Comune di Milano, questo si traduce in circa 81,4 milioni di euro, risorse destinate a sostenere servizi pubblici e investimenti locali.
Le prospettive per il 2026 indicano una continuità nella crescita, con un Ebitda adjusted previsto tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un utile netto compreso tra 630 e 660 milioni di euro. L’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha sottolineato come il 2025 sia stato caratterizzato da uno scenario energetico complesso e volatile, in cui anche i temi legati alla transizione green e ai criteri Esg hanno avuto un peso meno centrale. Nonostante ciò, il gruppo ha dimostrato capacità di adattamento e solidità.
Dal territorio arriva una valutazione positiva dei risultati. La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha evidenziato come i dividendi rappresentino risorse concrete per la comunità, sottolineando la crescita nel tempo: dai 14 milioni del 2013 agli oltre 81 milioni previsti. Tali fondi vengono destinati a settori strategici come welfare, scuola, manutenzione urbana e sicurezza.
Particolare attenzione è stata posta anche ai progetti innovativi sul territorio. Tra questi spicca lo sviluppo di un data center collegato al teleriscaldamento, esempio di integrazione tra tecnologia e sostenibilità ambientale. Secondo l’amministrazione, la presenza di una multiutility pubblica orientata all’innovazione consente di generare benefici concreti per cittadini e territorio.
Il bilancio 2025 conferma quindi un equilibrio tra crescita industriale, investimenti e ritorni economici, in un contesto di mercato ancora caratterizzato da incertezza ma ricco di opportunità per il settore energetico.