Corda Molle, tre sindache al tavolo per sconti e pedaggi

Nuovo confronto in Provincia per rivedere le tariffe e garantire maggiore equità

Si rafforza il fronte dei Comuni contrari all’attuale sistema di pedaggio sulla Corda Molle, la bretella autostradale nel Bresciano, con la nomina di tre sindache che prenderanno parte al tavolo di monitoraggio promosso dalla Provincia. Si tratta di Rosa Vitale (Rodengo Saiano), Cristina Tedaldi (Leno) e Patrizia Turelli (Castegnato), individuate durante una riunione che ha coinvolto 32 amministrazioni locali escluse da qualsiasi forma di agevolazione.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di individuare nuove soluzioni per ridurre o eliminare i costi del pedaggio, ritenuti penalizzanti da molti territori. Le tre rappresentanti affiancheranno i sindaci già designati in precedenza – Renato Pasinetti (Travagliato), Filippo Spagnoli (Montirone) e Fabrizio Scuri (Cazzago) – in un confronto che punta a coinvolgere l’intera provincia.

La posizione espressa dai sindaci è chiara: le eventuali agevolazioni non dovrebbero basarsi esclusivamente sulla residenza geografica, ma tenere conto dell’effettivo utilizzo dell’infrastruttura. In questa direzione si inserisce la richiesta di introdurre forme di gratuità o sconti per chi percorre realmente la tratta, indipendentemente dal Comune di provenienza.

Il tema sarà al centro del prossimo incontro del tavolo tecnico, la cui convocazione è attesa già nei prossimi giorni. Uno degli aspetti ritenuti fondamentali riguarda la disponibilità dei dati sui flussi di traffico, considerati indispensabili per costruire un modello tariffario più equo e sostenibile. Attualmente si stima un passaggio medio di circa 22.000 veicoli al giorno, ma i sindaci chiedono informazioni più dettagliate.

In particolare, viene ritenuto necessario conoscere con precisione i punti di ingresso e uscita lungo il tracciato, elementi che incidono direttamente sul calcolo del pedaggio in base ai chilometri percorsi. Solo attraverso questi dati sarà possibile valutare con accuratezza l’impatto economico delle diverse soluzioni allo studio.

Le richieste avanzate dagli amministratori locali si basano su due principi fondamentali. Il primo riguarda l’equità, con l’obiettivo di garantire condizioni uniformi per tutti gli utenti, inclusi pendolari, imprese, autotrasportatori e realtà del terzo settore. Il secondo punto riguarda invece la base di calcolo del piano finanziario: secondo i sindaci, i costi dovrebbero essere determinati utilizzando i dati di traffico precedenti all’introduzione del pedaggio, per evitare distorsioni legate ai cambiamenti nei flussi successivi.

L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione sul tema. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le prese di posizione e le raccolte firme contro il pedaggio, a dimostrazione di un malcontento diffuso tra cittadini e amministrazioni locali.

Il percorso avviato in Provincia mira quindi a trovare una soluzione condivisa che possa conciliare le esigenze di sostenibilità economica dell’infrastruttura con quelle di equità per gli utenti. Il confronto tra istituzioni e territori sarà determinante per definire un nuovo assetto tariffario, in grado di rispondere alle criticità emerse dopo l’introduzione del ticket.

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