Il turismo proveniente dai Paesi arabi sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’alto Garda, generando un acceso dibattito tra operatori economici e comunità locali. Se da un lato l’alta capacità di spesa degli ospiti mediorientali rappresenta una risorsa per il territorio, dall’altro emergono timori legati alla convivenza con i turisti storici, in particolare tedeschi e italiani, oltre che ai riflessi sulla vita quotidiana dei residenti.
Secondo i dati diffusi da Visit Brescia, nel 2024 il mercato dei Paesi del Golfo ha registrato quasi 38 mila arrivi, segnando un incremento del 38,8% rispetto all’anno precedente. In termini di presenze, questa tipologia di clientela occupa la ventesima posizione assoluta, ma si colloca al secondo posto in provincia di Brescia per spesa tax free, subito dopo i visitatori statunitensi.
Il fenomeno si riflette in modo diverso lungo la sponda bresciana e trentina del lago. A Limone sul Garda, lo scorso anno si era assistito a una netta prevalenza di turisti arabi ospitati nei grandi hotel a 4 e 5 stelle; quest’anno, invece, molte famiglie scelgono soluzioni alternative come appartamenti e campeggi. Questo cambiamento ha portato alcuni operatori a riconoscere nuove opportunità di mercato, mentre altri attribuiscono a tali flussi il calo dei visitatori tedeschi, in parte infastiditi da abitudini e comportamenti diversi.
Le opinioni, infatti, sono divergenti. Diversi esercenti hanno segnalato un aumento delle vendite e dei consumi, mentre numerosi residenti lamentano un maggiore affollamento e trasformazioni nell’utilizzo degli spazi pubblici. Confcommercio Alto Garda e Ledro ha quindi avviato un’indagine interna tra ristoratori, commercianti ed esercenti per raccogliere il parere della categoria. Parallelamente, l’Azienda per il turismo Garda Dolomiti sta conducendo studi specifici sulle differenze tra questo nuovo mercato e la clientela tedesca, storicamente fedele al territorio.
Sul tema è intervenuto anche Franceschino Risatti, sindaco e albergatore di Limone, sottolineando come nel suo comune non si siano registrati episodi rilevanti di difficile convivenza. A suo avviso, spetta agli operatori comprendere le esigenze dei nuovi ospiti, soprattutto in ambito alimentare, evidenziando come in passato altre nazionalità avessero creato problemi ben più seri. Risatti ha inoltre ricordato che, a Limone, il turismo tedesco rappresenta ancora il 70% delle presenze complessive, mentre quello mediorientale si attesta intorno al 5-6%.
Il primo cittadino ha poi aggiunto che molti visitatori arabi raggiungono Limone solo per poche ore, attratti dallo shopping, dai gelati agli agrumi e dalla ciclopedonale sul lago, senza pernottare in paese. Dal punto di vista imprenditoriale, conclude Risatti, questo turismo rappresenta una valida compensazione al calo del mercato tedesco: «Se gli albergatori accettano queste prenotazioni è perché hanno camere libere, altrimenti la situazione sarebbe diversa».