Il Lago di Garda verso l’Unesco: una candidatura tra sogno e strategia territoriale

Un progetto che affascina e unisce, ma che al momento rimane sulla carta

L’idea è ambiziosa, e trova consensi trasversali tra enti locali, amministratori e consorzi turistici: candidare il Lago di Garda a Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un progetto che affascina e unisce, ma che al momento rimane sulla carta. Mancano ancora i passi concreti per avviare l’iter ufficiale, a partire dall’identificazione del soggetto proponente, che potrebbe essere individuato nella Comunità del Garda, organo che rappresenta l’intero territorio lacustre.

Con i suoi 25 milioni di pernottamenti turistici annui – un salto impressionante rispetto ai 5 milioni registrati nel 1990 – il Lago di Garda si conferma come una delle destinazioni più amate d’Europa. Non sorprende, quindi, che si guardi al riconoscimento Unesco come a un ulteriore passo per valorizzare un luogo che per i gardesani e per milioni di visitatori rappresenta già un patrimonio da proteggere.

Secondo i promotori, il riconoscimento dell’Unesco potrebbe essere molto più di un titolo simbolico. Servirebbe da stimolo per una gestione condivisa del territorio gardesano, armonizzando politiche ambientali, turistiche e urbanistiche tra le diverse sponde del lago. Una governance unitaria permetterebbe di affrontare in modo coordinato le sfide legate alla tutela del paesaggio, alla sostenibilità e allo sviluppo.

Per essere inserito tra i siti Unesco, un luogo deve soddisfare almeno uno dei dieci criteri definiti dalla Convenzione del 1972. Il settimo criterio, in particolare, sembra descrivere perfettamente il Garda: “rappresentare fenomeni naturali o aree di eccezionale bellezza naturale e rilevanza estetica”. Un requisito che il lago soddisfa appieno grazie alla sua varietà paesaggistica, biodiversità e valore culturale che da secoli affascina viaggiatori e studiosi.

Il cammino verso l’Unesco non è immediato. Il primo passo consiste nell’inserimento nella Tentative List, un elenco preliminare delle candidature nazionali che il Ministero degli Affari Esteri sottopone al Comitato del Patrimonio Mondiale. Successivamente, è necessario redigere un dossier tecnico dettagliato, seguendo le linee guida dell’Unesco. L’intero percorso può richiedere almeno tre anni, tra studi, documentazioni e valutazioni.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Investimento da oltre 40 milioni lungo la A4 Brescia-Padova: 26 impianti, accumulo energetico e meno...
Via libera definitivo al progetto edilizio a Brescia: giudicata legittima l’azione del Comune e la...
Inizio 2026 critico: venti sanzioni in pochi mesi per violazioni alle norme antincendio...

Altre notizie