Due vittorie in due partite, ma con modalità completamente diverse: è questo il dato più significativo del positivo avvio stagionale della Germani Brescia, che supera anche l’ostacolo Trento nella prima partita casalinga ufficiale al PalaLeonessa, a 116 giorni di distanza da gara-3 della finale scudetto. Finisce 72-63, al termine di una sfida a punteggio basso ma di grande intensità.
Controllo, ritmo e lucidità: Brescia impone il suo piano gara
La squadra di Alessandro Magro ha saputo dettare il ritmo per gran parte dei 40 minuti, costringendo l’Aquila Trento a inseguire. I parziali si sono susseguiti con continui ribaltamenti, ma la Germani è rimasta sempre lucida, anche nei momenti migliori degli avversari. Il controllo dei rimbalzi (42-35) e la netta riduzione delle palle perse, rispetto all’esordio contro Treviso, hanno fatto la differenza.
Ivanovic domina, Burnell e Della Valle decisivi
In assenza di Massinburg, fermo per infortunio, Nikola Ivanovic è stato chiamato agli straordinari e ha risposto da leader: 38 minuti in campo, 18 punti, 6 rimbalzi, 2 recuperi e 1 assist. Il montenegrino è stato determinante soprattutto tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo, dove ha spaccato la partita con giocate da vero leader.
In una serata difficile per Bilan, condizionato dalla fisicità degli avversari, Burnell (14 punti) e Della Valle (19 punti) hanno completato l’opera in fase offensiva, garantendo equilibrio e continuità alla manovra bresciana.
Difesa solida, dato sorprendente
Il dato più rilevante della serata resta però la tenuta difensiva della Germani. Trento era reduce da due partite sopra i 100 punti, e fermarla a 63 rappresenta un’impresa importante per una squadra non nota per la sua vocazione difensiva. Un segnale che la Germani può vincere anche cambiando pelle, adattandosi all’avversario e mostrando maturità tecnica e mentale, fondamentale in questa prima fase della stagione.