Nodo ferroviario di Brescia: nuova prospettiva per Montichiari tra aeroporto e Fiera

Dopo anni di marginalità nelle grandi scelte infrastrutturali, Montichiari intravede una nuova opportunità sul fronte ferroviario

Dopo anni di marginalità nelle grandi scelte infrastrutturali, Montichiari intravede una nuova opportunità sul fronte ferroviario. Pur essendo stata esclusa dal tracciato dell’Alta Velocità con la cancellazione dello shunt, la città potrà in futuro beneficiare di una linea strategica con fermate dedicate al Centro Fiera e all’aeroporto D’Annunzio, inserita nel più ampio piano di adeguamento del nodo ferroviario di Brescia.

Rete Ferroviaria Italiana, interpellata da Bresciaoggi, ha confermato il completamento dei Progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) relativi a tutti gli stralci dell’intervento che riguarda il potenziamento del collegamento tra Brescia, San Zeno e Ghedi. Il piano prevede l’ammodernamento progressivo della linea esistente e la soppressione totale dei passaggi a livello, con l’obiettivo di migliorare la fluidità del traffico ferroviario e ridurre le criticità sulla viabilità stradale.

L’opera si estende per circa 15 chilometri e sarà realizzata per fasi funzionali, in base agli obiettivi di servizio che emergeranno dalle successive valutazioni tecniche. «L’investimento complessivo è stimato in 1,1 miliardi di euro – spiegano da Rfi –. Al momento le risorse disponibili coprono la sola progettazione, ma l’intervento è stato concepito per essere attuato gradualmente, anche con finanziamenti parziali che verranno reperiti nel tempo».

I Pfte definiscono in modo puntuale le tappe dell’intervento, fornendo un quadro chiaro delle opere previste. La prima fase riguarda il raddoppio della tratta Brescia–San Zeno, la realizzazione della nuova fermata di Brescia Porta Cremona e gli adeguamenti ai piani regolatori delle stazioni di Brescia, Montirone e Ghedi, che trarranno beneficio dal potenziamento del collegamento con il capoluogo.

La seconda fase è invece incentrata sul raddoppio della tratta San Zeno–Ghedi, accompagnato dall’elettrificazione della linea. In questo stralcio rientra anche lo studio delle alternative di tracciato per il nuovo collegamento verso Montichiari, con le previste fermate a servizio dell’aeroporto e del polo fieristico. Il pacchetto di interventi include inoltre il rinnovo degli apparati centrali di stazione e il miglioramento complessivo delle prestazioni della linea, con una riduzione dei tempi di percorrenza.

Per Montichiari si tratta di un netto cambio di prospettiva. In passato, la città era rimasta penalizzata dalle scelte infrastrutturali: lo shunt dell’Alta Velocità, pensato come raccordo al servizio dell’aeroporto D’Annunzio, era stato eliminato per privilegiare il passaggio dei treni su Brescia, decisione fortemente contestata dall’amministrazione comunale.

All’epoca si ipotizzava una metropolitana leggera come asse portante di un sistema intermodale capace di rilanciare il traffico passeggeri aeroportuale, servire il Centro Fiera e incentivare gli spostamenti ferroviari verso il Garda. Il tracciato, collegato alla Tav, avrebbe dovuto partire da Sant’Eufemia, attraversare Castenedolo e raggiungere Montichiari passando dalla Fascia d’Oro, con arrivo nell’area della caserma Serini. Quel corridoio, inizialmente vincolato nel Piano territoriale regionale, è stato poi svincolato, accantonando di fatto il progetto.

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