Un boato alle 16.07 ha segnato un passaggio decisivo per la messa in sicurezza del versante montano alle spalle di Pisogne. Nel pomeriggio sono state fatte brillare le mine per staccare le rocce pericolanti che dal 26 dicembre scorso bloccano l’accesso alle frazioni montane, in particolare nell’area compresa tra Dossello e Sonvico.
L’esplosione, pianificata nei dettagli dopo settimane di sopralluoghi tecnici, è stata seguita dalla sala Romanix di via Isonni, dove erano presenti il sindaco Federico Laini e l’assessore regionale Giorgio Maione, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e dei soccorsi: Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia locale, Protezione civile e Soccorso Sebino.
Con l’intervento di ieri si chiude il primo step verso la stabilizzazione del versante franoso, come ha sottolineato il primo cittadino. “Un pomeriggio importante – ha dichiarato Laini –. Ora si procederà con la pulizia dell’area e con ulteriori verifiche tecniche. Saranno necessari alcuni giorni per comprendere se occorreranno altri interventi. Al momento non è possibile fornire tempistiche precise, ma la direzione intrapresa è quella corretta”.
Dal punto di vista tecnico, l’operazione ha comportato l’utilizzo di 340 chilogrammi di dinamite e circa 100 detonatori. L’esplosione controllata ha consentito di rimuovere circa 1.500 metri cubi di roccia instabile, riducendo sensibilmente il rischio di nuovi distacchi improvvisi.
A fare il punto sull’esito dell’intervento è stato il geologo Danilo Coppe, che ha parlato di operazione riuscita. “Sono stati eliminati i rischi maggiori, restano solo situazioni minori”, ha spiegato l’esperto, evidenziando come il versante presenti ora condizioni più stabili rispetto alla fase immediatamente successiva alla frana.
L’attenzione si sposta adesso sulle risorse economiche necessarie per completare l’opera di consolidamento. Per proseguire con gli interventi strutturali serviranno ulteriori 1,2 milioni di euro, fondi che il Comune intende richiedere alla Regione Lombardia. In precedenza erano già stati stanziati 420mila euro per affrontare l’emergenza e avviare le prime operazioni di messa in sicurezza.
La frana del 26 dicembre aveva isolato le frazioni montane, imponendo limitazioni e disagi alla viabilità locale. La rimozione delle masse rocciose più instabili rappresenta un passaggio fondamentale per ripristinare in sicurezza i collegamenti, anche se la riapertura definitiva dipenderà dagli esiti delle verifiche tecniche in corso nei prossimi giorni.
Il lavoro congiunto tra amministrazione comunale, Regione e strutture operative ha consentito di affrontare una situazione complessa sotto il profilo geologico e logistico. La fase successiva sarà determinante per valutare eventuali interventi integrativi e definire un cronoprogramma per la completa stabilizzazione del versante.